Archivio

Post Taggati ‘uscita’

Riviste in uscita/ Una città


E’ uscito il numero 146 di Una città di cui riportiamo, di seguito, il sommario. E’ possibile farsi un’idea della rivista (mensile di
interviste e foto, di 24 pagine in grande formato, senza pubblicità)
andando al sito http://www.unacitta.it o richiedendo copia saggio a
mailing@unacitta.org.

FAR DEL BENE è una pratica molto diffusa, dal gesto occasionale fino ad
arrivare all’impegno quotidiano in grandi associazioni benefiche e a
scelte radicali di vita; la differenza è che oggi a muovere alla
generosità non è il senso di colpa o un senso di dovere verso chi sta
male, ma la ricerca di un piacere; l’influenza reciproca fra profit e
no-profit; intervista a Bruno Manghi, in seconda e terza.
http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Manghi.html

LA GRANDE DISFATTA è quella dell’Iraq per l’America, finanche peggiore
del Vietnam, perché procurata dalla resistenza di un piccolo paese in
una guerra asimmetrica; la fine dell’egemonia americana; l’intervista è
a Andrew Arato, in terza.
http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Arato.html

UN CONTRATTO PER L’UMANITA’ è l’intervista a Emilio Molinari, sul
problema dell’acqua, che già attanaglia una parte dell’umanità e
minaccia l’intero pianeta; l’idea folle di far diventare bene economico
e di privatizzare il primo dei beni di necessità, quando si dovrebbe
dichiararlo “bene comune”; dalla quarta alla sesta.
http://www.unacitta.it/pagineproblemiambiente/Molinari.html

IL SECONDO IMPRINTING, o la seconda possibilità, è quella che si offre
alle donne dopo esser state in casa a far figli, sottomesse a un marito
padrone e spesso camorrista; la figura del padre che si barcamena fra
camorra e legalità; il fascino di una vita senza lavoro, dei soldi
facili per un adolescente che si sente invulnerabile; intervista a
Teresa Centro, insieme a UNA VITA SENZA LAVORO, intervento di Carla
Melazzini, maestra di strada; dalla settima alla nona.

ADESSO SI ALZANO IN PIEDI: Laura Manassero racconta cosa significa oggi
fare l’insegnante con ragazzi di culture, ma anche livelli di
preparazione, molto diversi; una scuola il cui problema principale è
forse la caduta di autorevolezza degli insegnanti, la qual cosa non è
affatto nei desideri dei ragazzi, in decima e undicesima.
http://www.unacitta.it/pagineproblemiscuola/Manassero.html

Il “luogo”, nelle centrali, è Casino del Sol nella riserva indiana
dell’Arizona.

A NORD DEL MEDITERRANEO è il saggio di Mohamed Lazaar sull’emigrazione
marocchina, inarrestabile anche di fronte alle restrizioni e
all’intensificazione dei controlli e della repressione; il grande
effetto che fa sui giovani vedere ritornare in vacanza gli emigranti; le
rimesse, grande risorsa economica del paese, che però si riversano
esclusivamente sul mercato immobiliare; in quattordicesima e quindicesima.

QUEI PRIMI EBREI RUSSI sono quelli che nel 1880 cominciarono ad andare
in Palestina dando inizio all’emigrazione sionista; erano laici e
incontravano un’opposizione forte nei religiosi per i quali bisognava
aspettare il Messia; il dhimmi, il sottomesso, il pauroso, colui che non
alzerà mai la testa è sempre stata la visione che degli ebrei avevano
gli arabi, da qui, innanzitutto, lo “scandalo” di Israele per loro;
l’equivoco che il sionismo nasca dalle persecuzioni; intervista a
Georges Bensoussan, in sedicesima e diciassettesima.

LA MEDAGLIA d’argento è quella che ricevette il capo partigiano Facio
con la motivazione d’esser caduto in combattimento, mentre invece era
stato processato in poche ore e fucilato dai compagni di brigata per
motivi rimasti oscuri ma certamente ignobili; interventi di Paolo
Pezzino e Andrea Ranieri; insieme a QUEL TEDESCO DI BREMA, Rudolph
Jacobs, di Paolo Ranieri, in diciottesima e diciannovesima.

L’ANTICOMUNISMO DI SINISTRA è un dibattito fra amici e collaboratori
avviato per caso e per email da una domanda: quanto pesa ancora sulla
situazione politica italiana la tradizione comunista e la mancata
ripulsa delle scelte del passato da parte di tanti comunisti del Pci,
del 68 e del 77? In ventesima e ventunesima.

Negli APPUNTI DEL MESE, si parla di natura e contronatura, di malati di
Alzheimer che iniziano a far sentire la propria voce, della drammatica
storia di Sam Ross, reduce dall’Iraq, di Gaza, che secondo Israele non è
più “occupata”, dei morti per tubercolosi, che aumentano, del piano
saudita, tornato buono, eccetera eccetera; in ventiduesima e
ventitreesima, insieme alla “lettera dalla Cina” di Ilaria Maria Sala.
Sempre nelle stesse pagine ricordiamo Nelly Norton, di cui due numeri fa
avevamo pubblicato l’intervista su Jacek Kuron, che lei corresse in
letto d’ospedale.

L’ANGOSCIA DI QUEL CANCELLO: Dunja ci parla della Romania, dell’arrivo
in Italia, del lavoro in fabbrica, della carriera…; in ultima.
In copertina: Londra.

***
Nel sito è consultabile gratuitamente (previa iscrizione) anche l’intero
archivio di interviste di “Una Città” (1500 circa).
http://www.unacitta.it/intervaccess.asp

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Riviste in uscita/ MicroMega


E’ in edicola e in libreria il nuovo Almanacco di Filosofia di MicroMega, n. 3/2007.

Si apre con un ampio saggio sulla figura storica di Gesù di Paolo Flores d?Arcais, che utilizzando la più aggiornata ricerca storica, mette a nudo tutte le inattendibilità del nuovo libro di Ratzinger.
Una sezione della rivista è dedicata a Martin Heidegger in un ritratto che ne fa il figlio, Hermann, ed una discussione sull?eredità del filosofo tedesco fra Sergio Givone, Antonio Gnoli, Franco Volpi, Umberto Galimberti e Seyla Benhabib. Roberto Esposito e Stefano Rodotà si confrontano sull?idea di ?persona? con tutte le implicazioni di diritto che ne scaturiscono.
Oltre a due tavole rotonde su fede, razionalità e fondamentalismo con, fra gli altri, Enzo Bianchi, Gille Kepel, Moni Ovadia e Orlando Franceschelli e una tavola rotonda sul valore della politica con Giacomo Marramao, Jacqueline Bhabha, Emanuele Severino, quattro saggi di Tzvetan Todorov, Richard Wolin, Umberto Galimberti e Fernando Savater.

Sommario 3/2007

IL SASSO NELLO STAGNO
Paolo Flores d?Arcais
Gesù e Ratzinger tra storia e teologia 3

MEMORIA
Antonio Gnoli / Franco Volpi
Sergio Givone / Umberto Galimberti Seyla Benhabib
L?eredità di Martin Heidegger 53
Angel Xolocotzi
Hermann Heidegger
Martin Heidegger, mio padre 72

DIALOGO 1
Antonio Gnoli / Roberto Esposito
Eugenio Scalfari / Jacqueline Bhabha Giacomo Marramao
Fernando Savater
Emanuele Severino
La politica è ancora un valore? 83

AUT AUT
Roberto Esposito / Stefano Rodotà
La maschera della persona 105

DIALOGO 2
Francesca Brezzi / Lidia Ravera Luisa Muraro / Seyla Benhabib
Ida Dominijanni
Adamo, Eva e la filosofia 117

LABIRINTO
Fernando Savater
L?aroma di Santayana 137
Richard Wolin
Fascismo ed ermeneutica:
Gadamer e le ambiguità
dell??emigrazione interna? 142
Tzvetan Todorov
Sul buono e il cattivo uso
di ?natura umana? 164
Umberto Galimberti
L?uomo nell?età della tecnica 177

DIALOGO 3
Alberto Melloni / Gilles Kepel
Enzo Bianchi
Fondamentalismo e religioni 191

DIALOGO 4
Orlando Franceschelli
Paolo Flores d?Arcais
Enzo Bianchi / Moni Ovadia
Umberto Galimberti
L?ateismo della ragione
e le ragioni della fede 207

NOTIZIE SUGLI AUTORI 237

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Riviste in uscita/ Critica liberale


E’ in uscita l’ultimo numero di Critica liberale, gennaio-marzo 2007, volume XIV n. 135-137, euro 10,00

INDICE
TERZO RAPPORTO SULLA SECOLARIZZAZIONE

1. maria gigliola toniollo, cristo non abita più qui

3. enzo marzo, la chiesa sull?orlo di una crisi di nervi

7. silvia sansonetti, appartenenza religiosa e presenza

13. renato coppi – laura caramanna, l?indicatore di secolarizzazione

20. Tabelle. Osservatorio sulla secolarizzazione

TERZO QUADERNO LAICO

26. felice mill colorni, indietro tutta, politici obbedienti

29. s. m., visibilità politica

30. s. f. – g. t., dico è la legge ruini

32. s. f. – g. t., e adesso che dire?

34. mirella parachini, legge 40 modello vaticano

l?osservatore laico

37. mario alighiero manacorda, ratzinger e le guerre di religione

41. marcello vigli, la cei si fa partito

clericalismo & privilegi

47. sergio lariccia, garanzie di libertà e di uguaglianza

51. luigi lombardi vallauri, sulla libertà religiosa

55. stefano fabeni, religioni nuove e soliti tabù

59. antonia sani, a scuola di clericalismo

63. nicola fiorita – luciano zannotti, laicità crocifissa

66 mirella sartori, stazione termini: lo zelo frustrato

69. gianluca polverari, ricca chiesa in prodigo stato

72. carlo pontesilli, l?ici e l?aspersorio

78. oliviero toscani, l?anima del commercio religioso

80. mario staderini, le pallottole di televaticano

l?ipocrisia & la malaetica

85. carlo augusto viano, ateismo ed etica

87. giulio giorello ? stefano moriggi, la pompa di babbage

89. eugenio lecaldano, la ragioni dell?eutanasia

93. valerio pocar, il caso del signor piergiorgio welby

96. appello. le famiglie nella costituzione

98. salvatore marra, sacra rota e omosessualità

100. luciana stendardi, la scelta sul proprio morire

102. stefano bolognini, preti pedofili: tolleranza e titubanza

105. andrea curiat, il terrificante ?j?accuse? di ormando

spilli – bêtise – malaetica cattolica

palazzi d?inverno

77. federico orlando, verso l?egemonia clerico-buonista

il purgatorio dei laici

84. paolo bonetti, la chiesa e il suo popolo

PRENOTATE IL NUMERO IN USCITA
Può richiedere il fascicolo direttamente alla casa editrice tramite il sito internet www.edizionidedalo.it (sezione riviste) o all?indirizzo e-mail: ordini@edizionidedalo.it scegliendo tra le seguenti forme di pagamento:
contrassegno postale di ? 13,00 (prevede l?aggiunta di ? 3,00 per le spese postali)

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Riviste in uscita/ Lettera ai Compagni


E’ uscito il numero 2, Marzo-Aprile 2007, di Lettera ai Compagni, il periodico della Fiap, Federazione Italiana Associazioni Partigiane.

Sommario:

Editoriale.
Laici e cattolici: un dialogo sempre più difficile, di F. Berti

L’intervista.
Conversazione a tutto campo con il giornalista Enzo Biagi, di A. Carenzi

Primo Piano.
La scomparsa di Visalberghi
L’intervento di De Bartolomeis
L’intervento di Vasari
L’intervento di Cimiotta

La beffa.
I falsi diari di Mussolini, di M. Mori

Il ricordo.
L’evasione di Roveda, di V. Bocchetta

Attualità.
Wiesel, i mistificatori della storia allevano anche cattivi proseliti
La guardia del corpo di Hitler racconta

L’analisi.
Sui giornali Usa guerra guerreggiata e guerra di parole

Memoria.
Fossoli e i lager italiani
Il ruolo del Partito d’Azione nella lotta armata mirandolese
La brigata G.L., di R. Biondo
L’insurrezione di Milano, di D. Piaser
Ricordo di Walter Sabbadin, di A. Potecchi

Dossier.
La campagna d’Italia dei servizi segreti Usa, di E. Tassinari

Il racconto.
Vita da partigiano sulle montagne di La Spezia e di Massa

La ricerca.
I lati oscuri dell’eccidio della Certosa di Farneta

L’inchiesta.
Foibe: inaccettabile congiura del silenzio

La sorpresa.
Omaggio dei tifosi del Celtic ai martiri trucidati dai fascisti

Recensione.
Guido Rossa: torbido intreccio tra eversione di destra e di sinistra, di A. Fedeli

Abbonamenti: Lettera ai Compagni vive del contributo di tutti i lettori. Vi invitiamo quindi ad abbonarvi utlizzando il c/c postale n. 31779663 intestato Fiap-Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Via De Amicis, 17 20123 Milano. Abbonamento minimo di 20,00 euro – Sostenitore 75,00 euro.

Sito di riferimento: www.fiapitalia.it
E-mail: fiap.presidenza@libero.it

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Riviste in uscita/ Una città


In questo numero segnaliamo l’articolo dedicato alla figura di Andrea Caffi, socialista libertario
—————
E’ uscito il numero 145 di “Una città” di cui riportiamo, di seguito, il sommario. E’ possibile farsi un’idea della rivista (mensile di interviste e foto, di 24 pagine in grande formato, senza pubblicità) andando al sito http://www.unacitta.it o richiedendo copia saggio a mailing@unacitta.org.

L’EQUAZIONE SBAGLIATA è quella tra antisemitismo e critiche a Israele, che vanno invece assunte e discusse per quello che sono; il “riciclaggio ideologico” degli argomenti e dei miti antisemiti, costantemente rievocati e ricontestualizzati; l’importanza di un approccio laico a una questione, quella mediorientale, su cui si proiettano gli aspetti più virtuosi e più perversi dell’Occidente; il problema, grave, dell’islamofobia; l’intervista, a Simon Levis Sullam, è in seconda e terza.

http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Sullam.html

ADDIO, MICHELE: in terza, ricordiamo Michele Pulici, socio della cooperativa Una Città e ideatore degli Incontri del Mediterraneo di Riccione, che ci ha lasciato improvvisamente.

NELLO SPECCHIO DEGLI ALTRI è l’intervista a Nilufer Gole, sociologa di origine turca, che si interroga sul destino di un’Europa sempre più definita, anche geograficamente, dal rapporto con l’islam; la miopia di chi ha voluto leggere il problema del velo solo come mancanza di libertà e non anche come possibilità di un suo diverso uso; uno spazio pubblico condiviso che si sta formando anche attraverso incidenti di percorso, come quello delle vignette; in quarta e quinta.

ALMENO UN BAGNO TURCO…: dalla sesta all’ottava, Maritè Calloni e Maria Viarengo ripercorrono la storia dell’Alma Mater, un centro nato a Torino all’inizio degli anni ’90, grazie al coraggio, ma anche all’intraprendenza, di alcune donne italiane e migranti che volevano un luogo in cui fare delle cose assieme; l’apertura del primo bagno turco in Italia, i corsi per mediatrici e badanti, l’invenzione dello spazio bimbi, la sfida di inserire giovani donne migranti in posti di lavoro “visibili”, a contatto col pubblico.

http://www.unacitta.it/paginebuonepratiche/Almamater.html

QUATTRO AMICI APPENA LAUREATI… è la storia di lavoro di un gruppo di amici che hanno messo su una cooperativa che promuove l’uso di energie rinnovabili, e che dopo aver sperimentato le proprie idee in un centro sociale ora si propongono a scuole e istituzioni; l’intervista, in nona, è a Andrea Marcucci.

In ODORI, RUMORI, BAMBINI, VALORI, Paola Meardi ci racconta la storia di centottanta famiglie, di venti nazionalità diverse, che sono andate ad abitare in un quartiere difficile; l’idea di partire dalle storie di vita e quella di costruire assieme un vero “patto di convivenza” al posto del regolamento condominiale; in decima e undicesima.
Il “luogo”, nelle centrali, è Dongguan, Cina, sette milioni di abitanti, capitale della produzione dei semiconduttori, delle calzature e della meccanica, dove sono impiegati perlopiù giovani donne ed ex contadini.

QUEL NONNO DESAPARECIDO: Emilio Silva e Carlos Fonseca ci parlano di un imponente movimento per il recupero della memoria, sorto in Spagna non solo per identificare i corpi riesumati dalle fosse della dittatura franchista, ma soprattutto per offrire un riconoscimento alle persone che costruirono la prima democrazia in quel paese; una transizione, quella alla socialdemocrazia, piena di tabù e tutt’altro che gloriosa; il ruolo, straordinario, delle donne, e la storia, commovente, delle “tredici rose”; dalla quattordicesima alla sedicesima.

In IL SEMPLICE, IL RISAPUTO, Giancarlo Gaeta ripercorre la vicenda della formazione dei Vangeli, in cui, all’indomani dell’uccisione, impossibile, di Gesù, si dovette reinterpretare tutto; dalla diciassettesima alla diciannovesima.

http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/Gaeta.html

In QUELLA SUA LIBERTA’, Goffredo Fofi ricorda Andrea Caffi, intellettuale irregolare e cosmopolita, vissuto tra due rivoluzioni e due guerre mondiali… ; in ventesima; in ventunesima un reprint di Andrea Caffi su STATO e SOCIETA’, assieme a una lettera di Fulvio Papi.

Negli APPUNTI DEL MESE, in ventiduesima e ventitreesima, si parla di sindacato e nuove Br, dei costi della sicurezza, della misteriosa scomparsa delle api, forse causata dallo stress di essere portate da una costa all’altra degli Stati Uniti, della dottoressa Gao Yaojie, tra le prime a denunciare l’epidemia di Aids in Cina, di nuovo agli arresti domiciliari, della cipolla rossa, il cui prezzo in India può far cadere i governi, dei comitati di selezione in Israele e della discriminazione che subiscono i veterani dell’Iraq, eccetera eccetera…; sempre in ventitreesima, la “LETTERA DALLA CINA” di Ilaria Maria Sala.

CI HANNO DETTO “CIRCOLATE”: Vera Vigevano Jarach ci parla del dramma dei desaparecidos e della tenacia delle “nonne” di Plaza de Mayo.

***
Nel sito è consultabile gratuitamente (previa iscrizione) anche l’intero archivio di interviste di “Una Città” (1400 circa). http://www.unacitta.it/intervaccess.asp

——————————–
Ricordiamo che Andrea Caffi, Renzo Giua e Nicola Chiaromonte hanno rappresentato nei primi anni ’30 l’ala critica di Giustizia e Libertà, attestata su posizioni socialiste libertarie. E’ in seguito ad una serie di incomprensioni sul ruolo che intendevano svolgere in GL e di contrasti con la politica di Rosselli, che decisero di uscire dal movimento.

Nota biografica su Andrea Caffi
[Fonte: Una città]

Nato a Pietroburgo nel 1886, cospiratore nella Russia zarista, studente universitario a Berlino, fuoriuscito sovversivo in Italia e in Francia, dalla sua partecipazione alla rivoluzione russa del 1905 alla lotta contro il fascismo negli anni tra le due guerre, alla Resistenza europea, Caffi e’ stato fino alla sua morte, avvenuta a Parigi nel 1955, partecipe di tutti gli eventi del secolo. In un tempo in cui l’ideologia, la retorica e la violenza avevano dominato il pensiero e l’azione politica, gli scritti e la vita di Caffi forniscono, con rara forza e coerenza, l’esempio di un radicale rifiuto delle degenerazioni cui e’ andato incontro il movimento
socialista nella duplice versione del leninismo e del riformismo socialdemocratico.
Critico del totalitarismo comunista non meno che della socialdemocrazia, Caffi denuncio’ le corresponsabilita’ dello stalinismo e della sinistra occidentale nel declino degli ideali socialisti. Il rifiuto del bolscevismo e del totalitarismo, la critica radicale all’idea dello Stato-nazione, e una concezione per molti versi originale del socialismo libertario, hanno caratterizzato l’impegno culturale e politico di Caffi. Il suo federalismo, tuttavia, si coniugava con il riconoscimento delle identita’ nazionali e con il senso del radicamento, una condizione – come diceva Simone Weil – che risponde alla necessita’ di riconoscersi in un passato, nel bisogno di una identita’ collettiva.
Critico degli elementi autodistruttivi del capitalismo e della cosiddetta economia di mercato, era attento – e i suoi scritti lo testimoniano -agli effetti devastanti della “meccanizzazione” del mondo contemporaneo, ai processi di desacralizzazione della societa’ provocati dalla “modernizzazione”, dalla cultura di massa e dalla mercificazione del prodotto culturale. La pubblicita’ e i mezzi di comunicazione di massa hanno inoltre contribuito – ripeteva Caffi – a modificare la nostra percezione, a corrompere qualita’ e critica, a falsificare la realta’. La sua fu una critica radicale e ribelle della cosiddetta modernita’ che lo avvicina a
Hannah Arendt e a Walter Benjamin, e che si espresse in una tenace resistenza alla dilagante rozzezza, al nichilismo e alle forze disgregatrici che minacciano l’umanita’ moderna. Era un intellettuale scomodo, impermeabile a sistemi e ideologie, un inquieto demistificatore del progresso e delle contraddizioni del mondo contemporaneo.
Aveva un fortissimo senso della storia e attraverso la memoria riusciva a dare colore e immediatezza al presente, ma la sua opera, ricca di straordinarie intuizioni, di spunti di analisi, di interpretazioni originali, rimase frammentaria. Fu in un certo senso un testimone dell’impossibilita’, per l’uomo del nostro tempo, di formulare un pensiero sistematico.
Caffi mette in questione stereotipi e idee fatte, solleva interrogativi imbarazzanti, pone in luce con rigore e al di la’ di ogni facile astrazione o ideologia la complessita’ del reale. Aron ha spiegato nell’Oppio degli intellettuali come aveva gia’ dimostrato Julien Benda nel Tradimento dei chierici che l’intellettuale del nostro tempo mente o si sbaglia il piu’ delle volte volontariamente, giacche’ per la maggioranza degli intellettuali, degli uomini politici, degli stessi ricercatori scientifici ed economici, la parola e la ricerca servono non tanto per esprimere la verita’ ma per imporre il proprio punto di vista o quello degli interessi che egli rappresenta. E per imporlo tutti i mezzi sono buoni, compresa la deformazione dei fatti, la manipolazione dei dati e le campagne di disinformazione. L’esperienza di Caffi conferma in qualche modo che nel mondo contemporaneo e’ possibile restare uomini davvero liberi solo se non ci si “integra”, in altre parole, solo se si e’ di una coerenza eccezionale.
Caffi richiama a una considerazione severa e realistica della funzione e dei limiti della politica. Intuiva che entro le societa’ tecnologiche e nei rapporti internazionali le disuguaglianze e le gerarchie stavano diventando qualcosa di sempre piu’ completo. Avvertiva cioe’ che i fenomeni politici della nostra epoca sono resi piu’ complessi da un mutamento di scala senza precedenti, dall’interdipendenza globale dei fenomeni, dal rovesciamento – come diceva Paul Valery – nell’ordine d’importanza, d’urgenza e di valori dei problemi che la politica vorrebbe affrontare.
I suoi scritti sulla condizione operaia nella fabbrica, sullo sradicamento del proletariato industriale e delle grandi masse urbane mettono in luce che non esiste una sola cultura popolare, ma diverse culture a seconda delle tradizioni ed esperienze di vita associata, delle diverse capacita’ di lavoro (operai specializzati e no), delle diverse religioni e nazioni (o etnie) di provenienza.
Caffi delinea inoltre una concezione della politica che non sia solo comando o esercizio del potere ma al contrario resistenza al comando ed educazione all’autogoverno. Sottolinea al tempo stesso l’irriducibilita’ dello spirito umano alle forze brute del potere e agli automatismi dell’organizzazione del lavoro, e l’importanza del mito nelle aspettative e nei comportamenti degli uomini.
Nell’eta’ dei totalitarismi e del nichilismo, il socialismo avrebbe dovuto trovare il suo terreno d’intesa piu’ congeniale nel rifiuto del darwinismo sociale e nella riduzione della violenza. “Il nome del socialismo” osserva Caffi, “e’ stato trascinato in tante poco edificanti peripezie (nazionalsocialismo, Mosca patria del socialismo, socialismo della Falange spagnola, della Repubblica Sociale Italiana e del regime di Vichy, senza dimenticare Noske, De Man, ecc.) che si puo’ dire ‘mitridatizzato’ contro
ogni discredito”. Diceva di sentirsi – nonostante tutte le delusioni del secolo – un socialista libertario per spirito di conservazione, intendendo per conservazione la difesa dell’uomo, della cultura e della storia.
Il suo antiprogressismo significa soprattutto rottura con il falso nuovo e rifiuto dei falsi messia. Ma c’era in lui anche qualcosa d’altro: il socialismo inteso come civilta’, la piu’ alta che l’umanita’ avesse espresso, il convincimento che la giustizia non meno della liberta’ fossero esigenze insopprimibili dello spirito umano.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Riviste in uscita/ Azione nonviolenta

E’ uscito il numero di aprile 2007 di Azione nonviolenta, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

In questo numero:
Nella memoria troviamo le possibilita’ di una nuova storia, di Fulvio Cesare Manara

Quando la “cultura” e la “tradizione” giustificano la violenza sulle donne, fatta di delitti e umiliazioni, di Maria G. Di Rienzo

Lo stupro come arma di guerra contro le donne. La guerra e’ un crimine. Lo stupro e’ il peggiore crimine dei crimini, di Maria G. Di Rienzo

Essere donne e uomini liberamente: attinenze tra femminismo e nonviolenza, di Giovanna Providenti

In servizio civile nell’isola di Cipro divisa dal muro, di Elena Buccoliero

Abbattere l’ultimo muro d’Europa, di Paolo Bergamaschi

Le ragioni del governo e le verita’ del movimento, di Adriano Moratto

Base di Vicenza, Tav, Mose: il governo e’ sordo, di Michele Boato

La rivoluzione disarmista di Carlo Cassola, di Silvano Tartarini.

Le rubriche:
Educazione. La pace come obiettivo educativo del Centro Psicopedagogico, a cura di Pasquale Pugliese

Economia. C’era una volta Banca Etica, ma e’ ancora etica?, a cura di Paolo Macina

Giovani. Ammazzare per gioco, tra finzione e realta’, a cura di Elisabetta Albesano e Agnese Manera

Per esempio. L’attivista in abito da sposa per combattere la violenza domestica, a cura di Maria G. Di Rienzo

Musica. Il Laboratorio musicale e il Gruppojamin-a’, a cura di Paolo Predieri

Cinema. Un film tutto da sentire o da vedere ad occhi chiusi, a cura di Flavia Rizzi

Libri.
Veri racconti di migranti e bulli, a cura di Sergio Albesano

Lettere.
Ricevere, leggere, condividere “Azione nonviolenta” e’ una festa, a cura
della redazione.

In copertina: Donne vittime della guerra.
In seconda di copertina: 1907-2007. Un secolo fa, il futuro, aprile 1907, a
cura di Luca Giusti.
In terza di copertina: Pax et Biani, Afghanistan, discussione.
In ultima: Destinare il 5 per mille al Movimento Nonviolento.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel.
0458009803 (da lunedi’ a venerdi’: ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212,
e-mail: an@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad “Azione nonviolenta” inviare 29 euro sul ccp n. 10250363
intestato ad “Azione nonviolenta”, via Spagna 8, 37123 Verona.
E’ possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all’indirizzo
an@nonviolenti.org scrivendo nell’oggetto “copia di ‘Azione nonviolenta’”.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Riviste in uscita/ Camineras


E’ in uscita il numero di marzo-aprile 2007 della rivista Camineras, interamente dedicato alla figura di Antonio Gramsci.

«Speciale Antoni Gramsci»
Sommario:
* Gramsci: gherradore senza tempo
* Gramsci per terre catalane
* Gramsci, Rodari e il partito dei bambini
* Gramsci, la rivoluzione passiva nei Quaderni
* Gramsci sulla rive droit
* Gramsci e la questione sarda
* Gramsci e il suo tempo

Per ulteriori informazioni: http://camineras.blogspot.com

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Riviste in uscita/ Liberatzione sarda

E’ uscito il n. 2, marzo-aprile 2007, della rivista Liberatzione sarda, che è anche pubblicata on line al seguente indirizzo:
http://www.paolopisu.com/PUBBLICAZIONI/LIBERATZIONE%20SARDA.htm
In occasione del 70° anniversario della morte di Gramsci, LS dedica due fitte pagine all’antifascista sardo. Segnaliamo, inoltre, l’intervento di Paolo Pisu, consigliere regionale PRC, che sollecita l’apertura di un dibattito a sinistra sulla questione sarda.

Riportiamo l’editoriale di Francesco Casula (direttore responsabile) e Matteo Porru (studioso di lingua sarda), che apre questo numero.

Gramsci e sa Sardigna.
Cun sa Sardigna, cun sa genti e cun is logus suus, Antoni Gramsci no iat pèrdiu mai sa relatzioni: ma non sceti ?comenti contant is Lìtteras suas scrittas in presoni- po s?affettu e po sa stima.
Is regordus de sa pitzinnia e de sa primu gioventudi passadas in Ghilarza e in Casteddu candu studiàt in su Liceu ?Dettori?, (1908- 1911) fiant aturaus sempri fissus in sa memoria sua po cantu issu iat bìviu e dd?iant agiudau a si fai òmini de grandu dinnidadi. Ddi iant permìttiu puru de si fai unu caràtteri forti e corriatzu, s?ùnicu mèdiu, po issu, de fai fronti a is difficurtadis de sa vida sua turmentada e de ddas bìnciri: bastat a pensai, primu de totu, a su pesu de sa galera.
Cussus regordus, dì po dì, iant donau a Gramsci is ideas po sighiri a pensai e po iscriri coment?e filòsofu e coment?e polìticu. De custas sufferèntzias, Gramsci iat chistionau meda e non pagu in un?artìculu de su 16 de abrili de su 1919, scrittu in s? Avanti! imprentau in Piemonte.
Cuss?artìculu, intitulau I dolori della sa Sardegna, regordat totu su chi iat nau: ?nell?ultimo congresso sardo tenuto a Roma, un generale sardo: che cioè nel cinquantennio 1860-1910 lo Stato italiano, nel quale hanno sempre predominato la borghesia e la nobiltà piemontese, ha prelevato dai contadini e pastori sardi 500 milioni di lire che ha regalato alla classe dirigente non sarda. Perché ?aggiungeva- è proibito ricordare, che nello Stato italiano, la Sardegna dei contadini e dei pastori e degli artigiani è trattata peggio della colonia eritrea in quanto lo stato per l?Eritrea, mentre sfrutta la Sardegna, prelevandovi un tributo imperiale?.
E non sunt cosas de nudda. Pròpiu in su Cungressu chi narat Gramsci, Enricu Carboni- Boy, deputau de su Parlamentu, iat demostrau cun un?appòsita relata ca is tassas fattas pagai in Sardigna coment?e prelievo fiscale fiant esageradas non sceti po totu su chi sa Sardigna podiat prodùsiri, ma po su rèdditu effettivu de is abitantis suus. ?Il balzello finiat aici po paralizzare ogni forza produttiva e ogni risparmio?. De fattu, po effettu de cussu regimi fiscali, un?abitanti de sa Sardigna versàt a su Stadu 3,53 francus de impostas e resultàt, duncas, ?gravato come quasi e anche di più sosteneva il Carboni-Boy – di quello di regioni ricchissime? coment?e su Piemonte (3,78 francus), su Lazio (3,56 francus) e sa Toscana (2,66 francus).
Sempri Gramsci, su 14 de abrili de su 1919, in un?àteru artìculu intitulau a posta La Brigata Sassari e pubricau in l?Avanti! de su Piemonte, iat chistionau de isfruttamentu coloniali de sa borghesia de Torino in Sardigna.
?Non siamo ?narat s?istoricu sardu Federico Francioni- di fronte all?uso di una parola ad effetto, in quanto Gramsci dimostra di essere convinto dell?esistenza di un colonialismo esercitato ai danni dell?Isola? . ?Colonia, colonialismo ?sighit Francioni- ecco due termini, potremmo dire quasi due parolacce che gli storici, gli intellettuali sardi, fatte poche, pochissime eccezioni, hanno sempre cercato di rimuovere, come dire di esorcizzare?.
E de colonialismu si trattàt, comenti si trattat ancora, oi in dì?
-Cun sa fura de su capitali verdaderu chi sa Sardigna teniat, primu de totu cun su sfruttamentu de is minieras e cun sa destrutzioni de is forestas sardas;
-cun s?impositzioni de tassas esageradas e isproportzionadas chi s?abogau Carboni- Boy, in sa relata cosa sua in su Cungressu de is sardus in Roma, iat postu in craru, cun documentus pretzisus;
-cun sa polìtica doganali ?a pustis de su refudu de accordus cummertzialis cun sa Frantza- chi iat proibiu de fattu, a totus is produttus de sa traditzioni sarda, de èssiri presentis in is mercaus foras de sa Sardigna;
-cun su disterru de is operàjus sardus ?sa fortza chi podiat prodùsiri ricchesa vera- in America: nd?iat partiu prus de centumila;
-cun s?affidamentu de is detzisionis prus importantis e de su poderi ?coment?e sempri- a is baronis de Torino: cumentzendi de su Cunsillu de Amministratzioni de is Ferrovias Sardas e de calincuna sotziedadi mineraria aundi ?comenti naràt Gramsci- is salarius fiant sustantziosus.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Riviste in uscita/ Lettera ai Compagni


E’ uscito il numero 1, Gennaio-Febbraio 2007, di Lettera ai Compagni, il periodico della Fiap, Federazione Italiana Associazioni Partigiane.

Sommario:

Editoriale.
Basta con l’Antimemoria, di F. Berti

Primo Piano.
Fondata l’associazione Aniasi
Shoah, nasce il memoriale
Punibile per legge l’istigazione all’odio razziale
Marzabotto, ergastolo per 10 capi delle SS

L’analisi.
Il caso Welby, di G. Bersellini

L’intervento.
Il messaggio del Presidente, di R. Biondo

Il dibattito.
L’impiccagione di Saddam

Memoria.
Strage di ufficiali italiani in Albania, di I. Muraca
Bertinotti ricorda la strage di piazza Fontana, di A. Potecchi

Documenti.
Dagli archivi dell’MI5 britannico un interessante dossier

L’orrore.
Le camere a gas? Sono un’invenzione americana

Il racconto.
Il ritorno di un reduce, di I. Muraca

Il ricordo.
Giorgio Spini, storico e partigiano

La polemica.
Anche in Italia il fascismo reclutò prelati nell’Ovra, di M. Mori

Attualità.
Polemiche per il libro scritto da un ex militante di Salò
Mostra a Genova sulla terribile esprerienza nel lager

Storia.
La tragedia degli altoatesini che scelsero il regime nazista

Testimonianze.
Marcia su Roma: la rivoluzione in vagone letto, di F. Senatore

Ricordi.
Olocausto e nazismo, di V. Bocchetta

L’idolo.
Le 100 candeline del comico antinazista

Personaggi.
Spinella, partigiano e romanziere, di G. Baietti
Zamboni, l’eroico console che salvò centinaia di ebrei

Recensione.
Il sogno inverso di Tito Biamonti

Abbonamenti: Lettera ai Compagni vive del contributo di tutti i lettori. Vi invitiamo quindi ad abbonarvi utlizzando il c/c postale n. 31779663 intestato Fiap-Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Via De Amicis, 17 20123 Milano. Abbonamento minimo di 20,00 euro – Sostenitore 75,00 euro.

Sito di riferimento: www.fiapitalia.it
E-mail: fiap.presidenza@libero.it

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Riviste in uscita/ Libertaria

Libertaria n. 1 – 2007
LIBERISMO SOTTO CONTROLLO
Si apre un nuovo fronte di competizione fra manager pubblici e privati. Il segnale è dato dalla nascita del Fondo italiano per le infrastrutture. Controllato dalla Cassa depositi e prestiti, grandi istituti di credito e fondazioni bancarie. Per rilanciare l’economia mista. Di cui era un tempo alfiere l’Iri.

dietro i fatti
Che capitalismo c’è negli Usa? Sorpresa: di stato
di Sbancor
Altro che paese del libero mercato e della concorrenza. L’economia degli Stati Uniti poggia sulle commesse governative. In primo luogo quelle militari. Seconda guerra mondiale, guerra in Corea, decenni di guerra fredda, Vietnam, Iraq 1, Afghanistan, Iraq 2 sono i nodi strategici che hanno permesso agli Stati Uniti di perpetuarsi come prima potenza mondiale. Infatti a Washington puntano sulla spesa pubblica militare come potente moltiplicatore del prodotto interno lordo. Ecco l’analisi controcorrente di Sbancor, pseudonimo usato da un noto esperto di finanza internazionale. Tra i suoi libri: Diario di guerra. Critica della guerra umanitaria (2000) e American Nightmare. Incubo americano (2003).

conversazioni
Neoanarchismo e società contemporanea
di Manuel Castells e Tomás Ibáñez
La diffusione capillare delle nuove tecnologie del World Wide Web offre alle istituzioni un mezzo potente per accrescere il loro dominio. Ma, nello stesso tempo, consente uno sviluppo dell’informazione e della comunicazione indipendenti, ordinate secondo modelli non gerarchici, che aprono la strada a forme inedite di critica e di lotta. Una tecnologia malleabile e svincolata dai fini impone la necessità di una nuova teoria del potere. Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità dei sistemi di controllo sociale. Il dominio, oltre che nello stato, si esplica attraverso l’imposizione dei canali della comunicazione. Tra essi, certo, una crescente importanza è occupata dalla rete. Che però, per la sua stessa natura, tende all’eliminazione dello squilibrio di conoscenze tra dominante e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti. Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo. Ecco attorno a che cosa si sviluppa questa conversazione fra due vecchi amici. Manuel Castells, sociologo dell’informazione, ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e alla Libera Università di Catalogna di Barcellona. Attualmente insegna comunicazione all’università della California meridionale di Santa Monica. Teorico del concetto di “consumo collettivo”, è autore di numerosi volumi, tra i quali: La nascita della societa in rete (2002), La società dell’informazione (2004), Galassia internet (2006), Società dell’informazione e welfare state. La lezione della competitività finlandese (2006). Tomás Ibáñez insegna sociologia all’università Autonoma di Barcellona. Tra i suoi più recenti libri: Contra la dominácion (2005) e Por qué A? (2005)

rifrazioni
Quando nacque la controinformazione
di Aldo Giannuli
Gli attentati e le stragi che segnano il 1969 e gli anni successivi in Italia producono per reazione la nascita di gruppi e mezzi di informazione che contrastino le “verità ufficiali”. Si sviluppa una sorta di movimento che nel controinformare crea una forma abbastanza inedita di militanza politica. Non completamente nuova. Anzi con precedenti importanti, pur con connotazioni diverse. Qui Aldo Giannuli, storico, scava fino alle radici del fenomeno. Giannuli è autore di Lo Stato parallelo (con Paolo Cucchiarelli, 1997), La guerra fredda delle spie (aprile 2005), La strategia della tensione (maggio 2005), L’armadio della repubblica (maggio 2005), La guerra dei mondi (giugno 2005) e Una strana vittoria (luglio 2005)

rifrazioni
Comunidad del sur: mezzo secolo di convivialità creativa
di Tomás Rodríguez Villasante
Nell’Uruguay del 1955 un gruppo di persone dice “Basta!” ai modelli di vita capitalistici e gerarchici sempre più diffusi in Sudamerica. Ma rifiuta anche il modello autoritario e sfruttatore del “comunismo reale”. Così cerca di dar vita a una comunità davvero rivoluzionaria. Il risultato è la Comunidad del Sur, un’utopia con i piedi per terra. Ecco un bilancio di mezzo secolo di entusiasmi e di crisi. Un riuscito esperimento di autogestione analizzato da Tomás Rodríguez Villasante, docente al Dipartimento di ecologia umana e popolazione alla Universidad Complutense di Madrid. Molti studi teorici di Villasante nascono dalle indagini realizzate in diversi quartieri di Madrid, dell’Andalusia e in città latino-americane. Questo articolo sulla Comunidad è il frutto di un lavoro di quel tipo. Fra i suoi libri: Cuatro redes par mejor-vivir (1998), Sujetos en movimiento. Redes y procesos creativos en la complejidad social (2002)

rifrazioni
Quei ragazzi di Los Quinchos
di Giancarlo Biffi
Ci sono esperienze che segnano la vita, viaggi da cui non puoi più staccarti… Respirare nel buio senza fare rumore, strappare le radici dal suolo senza far sanguinare la terra, con passo leggero percorrere sentieri guardandosi attentamente attorno. Queste sono le impressioni che si porta a casa chi ha conosciuto la comunità creata da Zelinda Roccia per i bambini abbandonati in Nicaragua. Ci racconta questa straordinaria esperienza Giancarlo Biffi, attore e regista di teatro. Per altre informazioni: www.losquinchos.it

controcanto
Europa addio
di Pietro Adamo e di Sabino Acquaviva
Assistiamo al tramonto di una civiltà. Quella europea. Dopo tremila anni un modello culturale che si autoeleggeva superiore, dunque “legittimato” a esercitare il proprio predominio sul mondo, è entrato in crisi. Per quali ragioni? Questo è il tema che affronta Sabino Acquaviva, nel suo ultimo libro: L’eclissi dell’Europa. Decadenza e fine di una civiltà (2006). Ma è proprio così? Pietro Adamo mette in discussione le tesi di Acquaviva. Un botta e risposta. Adamo, storico, è autore di Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini nella rivoluzione inglese (1993), La libertà dei santi (1998), La città e gli idoli (1999), La pornografia e i suoi nemici (1996) e Il porno di massa (2004). Acquaviva, per trent’anni docente di sociologia all’università di Padova è autore, fra l’altro, di L’eclissi del sacro nella civiltà industriale (1961), La strategia del gene (1984), Eros morte ed esperienza religiosa (1993), Progettare la felicità (1994), La democrazia impossibile (2002).

laboratorio
Altre economie sono possibili
di Ethan Miller
Le possibilità di costruire reti di scambio solidale e sostegno a livello locale, nazionale e finanche globale sono enormi. Perché si possono realizzare alternative al capitalismo. Anche se incontrano tantissimi ostacoli. Anche se sono ancora limitate. Anche se vengono occultate. Eppure esistono numerose iniziative basate sulla solidarietà con cui mettersi in rete. È quanto ci racconta Ethan Miller, scrittore, musicista, agricoltore di sussistenza. Ma anche membro del Collettivo Geo e del collettivo musicale Riotfolk. Miller vive e lavora a Jed, una cooperativa di aiuto reciproco a Greene, nel Maine (Usa). Questo articolo (titolo originale: Other Economies are Possible!) è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto 2006 di Dollars & Sense

archivio
Mariani e Rizzi contro i politici di professione
di Paolo Sensini
Ecco un documento degli anni Cinquanta stilato da due personaggi accomunati da un destino analogo: protagonisti presto dimenticati. Quasi vittime di una sorta di congiura del silenzio. Bruno Rizzi, marxista eterodosso, noto per la sua analisi sulla “nuova classe” dominante nata dalla rivoluzione d’ottobre, e Mario Mariani, all’epoca famoso romanziere e polemista. Qui Paolo Sensini inquadra il contesto in cui i due personaggi lanciano una circolare per dare vita a un movimento di profonda trasformazione sociale ed economica che faccia a meno dei politici di professione. Un tentativo purtroppo fallito. Sensini ha curato di Rizzi la ripubblicazione di La burocratizzazione del mondo (2002), La rovina antica e l’età feudale (2006). Ed è appena uscito La rovina antica e la nostra. Sei lettere di Guglielmo Ferrero a Bruno Rizzi (2006)

rifrazioni
Schulerinnenschule: sei allievo dunque autonomo
di Francesco Codello
Ecco come funziona una scuola libertaria a Vienna. Istituto privato raccoglie ragazze e ragazzi di 11-14 anni. Anche nella capitale austriaca gli insegnanti puntano a responsabilizzare gli studenti. All’insegna di una profonda democrazia. Un altro capitolo del lungo percorso nel mondo fra queste scuole alternative di Francesco Codello, studioso di pedagogia, autore di “La buona educazione” (2005) e Vaso, creta o fiore? (2005)

lanterna magica/libraria
Il rifiuto del principio d’autorità
di Arturo Schwarz
Per i tipi di Garzanti esce il libro Sono ebreo, anche. Riflessioni di un ateo anarchico di Arturo Schwarz che si apre così: “Può sembrare paradossale che una persona come me (che si professa anarchico e quindi ateo e, per giunta, surrealista) rivendichi la sua ebraicità e che proprio nell’ebraismo trovi i motivi che rafforzano le sue convinzioni. In realtà, tutto ciò sarebbe contraddittorio se nell’ebraismo non fossero enunciati le stesse aspirazioni e gli stessi principi fondamentali che hanno determinato la mia filosofia di vita. In sintesi: il rifiuto del principio d’autorità,la brama di conoscenza, il rispetto del diverso, l’anelito di giustizia, il rispetto della natura, il diritto alla felicità, il riconoscimento della valenza salvifica e iniziatica della donna”. Un libro sugli scaffali delle librerie proprio quando, ironia della sorte, un ministro della repubblica italiana vorrebbe punire con la galera chi nega la shoah. Come se il confronto fra idee e fatti storici lo dovesse risolvere lo stato con le sue leggi. Libertaria propone qui il secondo capitolo e le conclusioni. Fra i libri di Schwarz: Il mondo accanto (2006), Cabbalà e alchimia. Saggi sugli archetipi comuni (2004), L’immaginazione alchemica, ancora (2000), Man Ray (1998), Anarchia e creatività (1981).

lanterna magica/libraria
Gaetano Bresci un tessitore anarchico
di Umberto Cecchi
È il titolo del libro di Fabio Santin e Marco Riccomini sull’anarchico venuto da Paterson a Monza per uccidere il 27 luglio 1900 Umberto I. Il re che aveva premiato il tenente generale Fiorenzo Bava Beccaris. Cioè il responsabile della repressione, a colpi di cannone sulla folla, dei moti di Milano nel 1898. Un libro particolare: racconta quella storia con testi di Riccomini e i disegni di Santin. Una storia a fumetti come era già capitato a Santin con la vita di Errico Malatesta (La rivoluzione volontaria, testi di Elis Fraccaro). Libertaria pubblica la prefazione di Umberto Cecchi: Un uomo, un anarchico, un pratese

lanterna magica / libraria
Se un militare racconta la guerra civile
di Claudio Venza
Sul conflitto che settant’anni fa divise la Spagna la produzione editoriale si è notevolmente arricchita proprio in coincidenza dell’anniversario. Qui Claudio Venza analizza il libro di Antony Beevor. Ex ufficiale di carriera Beevor ha ricostruito la guerra civile spagnola con taglio particolare dovuto anche alla sua precedente professione

lanterna magica / forme e colori
Rivoluzione e guerra per immagini
di Carles Fontseré
Il cartellonista repubblicano, catalanista e libertario, Carles Fontseré è morto il 4 gennaio, a poco più di 90 anni, era nato nel 1916. Ha finito i suoi giorni in un ospedale di Girona, cioè nella provincia dove viveva dal 1973, data del ritorno in Catalogna. Era fuggito dalla Spagna nel gennaio 1939, come centinaia di migliaia di repubblicani, di fronte alla vittoria di Francisco Franco nella guerra civile. Si fermò in Francia per qualche anno e poi emigrò a New York dove lavorò come taxista nella metropoli che non conosceva. Nella sua intensa vita fu attivo come artista, fotografo, sceneggiatore, attore e come lavoratore manuale se le circostanze lo richiedevano. Il suo manifesto più noto è quello, creato nel 1936, del contadino con la falce e la scritta “Libertat! F.A.I. “, ma produsse centinaia di carteles politici e commerciali dai contenuti più vari. Ha ricostruito la sua avventurosa vita in tre volumi di memorie, scritti in catalano, di cui il primo interamente dedicato agli anni della rivoluzione e della guerra. Ha mostrato una simpatia istintiva verso l’anarchismo anche negli ultimi anni, come quando è andato a Milano per una mostra di manifesti del 1936-1939. L’amore per la libertà artistica e un’insaziabile curiosità intellettuale ne hanno fatto una figura libertaria di primo piano nel panorama culturale spagnolo. Libertaria pubblica uno dei suoi ultimi articoli: Consideraciones sobre el cartel de la guerra civile

http://www.libertaria.it/sommari/sommario1_07.htm

Categorie:Senza categoria Tag: , ,