Archivio

Post Taggati ‘sinistra unita e plurale’

Appuntamenti Italia / Milano, riflessioni sul voto

Circolo De Amicis

Via De Amicis 17, Milano

 

 

IL CAMBIAMENTO.

Riflessioni sul voto a Milano. Trend, flussi, significati


Mercoledì 22 giugno 2011 alle h. 21.00

 

Apertura

Mario Artali

Presidente del Circolo De Amicis

 

Milano-Italia. Una lettura dell’evento

Stefano Rolando

Professore di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica all’Università IULM di Milano

 

La dinamica del voto

Roberto Basso

Campaign manager di Giuliano Pisapia

interroga il panel che ha partecipato alle analisi nel corso della campagna

Alessandro Amadori

(Coesis Research)

Paolo Natale

(Ipsos)

Stefano Draghi

(Università degli Studi, Milano)

Mario Boffi

(Università Milano-Bicocca)

 

Eredità immediate

Franco d’Alfonso

(Assessore alle Attività produttive, Commercio, Turismo e Marketing territoriale del Comune di Milano)

 

Ballottaggio Cagliari / Sassari con Massimo Zedda

Cagliari vista da Sassari è la città "matrigna" che accentra soldi e potere, la storica rivale in tante dispute per l'egemonia culturale e politica in Sardegna. Cagliari è sempre stata governata da una borghesia conservatrice, un tempo democristiana, da un ventennio berlusconiana, molto legata ad interessi e affari gestiti all'ombra di consorterie massoniche e clericali.
Con la vittoria di Massimo Zedda al ballottaggio di domenica prossima potrebbe cambiare tutto.
E' un'impresa difficile, ma non impossibile.
Tutto il nostro appoggio a Massimo.
Coraggio cagliaritani, una volta tanto fateci felici…

http://oratoccaanoi.it/

Ballottaggio Milano / Sardi Per Pisapia

Non sappiamo quanti sardi siano residenti a Milano. Non sappiamo neanche quanti di loro seguano il nostro blog. Ci tentiamo lo stesso, lanciamo un nostro "messaggio nella bottiglia" nel gran mare della Rete.
Cari "sardi-milanesi", non lasciatevi sfuggire questa occasione storica, potete contribuire a cambiare il volto di Milano, la città che vi ospita perché studiate o lavorate, e dare una picconata, forse decisiva, al regime berlusconiano.
Il voto per Pisapia sindaco è importante anche per voi sardi, che di vostra volontà, o perché costretti dalla crisi, avete lasciato l'Isola: la città che Pisapia vuole è infatti accogliente, solidale, vivibile, attenta ai più deboli, ricca di opportunità di lavoro. Pensateci.

http://www.pisapiaxmilano.com/

FIAP – Federgielle / Roma, due iniziative per il 4 giugno

gl simbolo spada rossa scritta
Il CIRCOLO GIUSTIZIA E LIBERTA’


invita soci e simpatizzanti a partecipare, venerdi 4 giugno alle ore 17.30 all’incontro di presentazione del libro

 

Lombardi e il fenicottero

di Carlo Patrignani

 

Presenta Fabio Galluccio

Ne parla con l’Autore Carlo Vallauri

 

Venite in molti a sentire la storia di un azionista coraggioso, di un socialista integerrimo, di un politico lungimirante.

 

Il Presidente

Guido Albertelli


ANPI_logo_01
fiap-logo

ANPI e FIAP
Associazioni provinciali di Roma


Presentazione di

IL ROMANZO DEI MILLE
di Claudio Fracassi
(Mursia editore)

Casa della Memoria e della Storia
via San Francesco di Sales, 5 – Roma
Venerdì 4 giugno 2010 – ore 18

Ne discutono con l’Autore:
Walter Veltroni e Lucio Villari

Porteranno il loro saluto
Annita Garibaldi, vice Presidente Ass. Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini
Vittorio Cimiotta, presidente FIAP (Federazione italiana Associazioni Partigiane) Roma
Massimo Rendina, presidente ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Roma

Presiede e coordina Paolo Masini

Giovani e politica: un’intervista dell’ “Unione Sarda” a Stefano Anedda

Al nostro amico Stefano Anedda, del quale appena pochi giorni fa abbiamo pubblicato un intervento, oggi "L'Unione Sarda" dedica un'intervista a tutta pagina. La riportiamo davvero volentieri, ed invitiamo a leggerla con attenzione: perchè è una testimonianza assai utile di cosa significhi oggi coinvolgere delle giovani generazioni nella lotta politica; perchè è piena di considerazioni fondate ed espresse con equilibrio ma anche con la forza di chi è consapevole e sicuro delle proprie affermazioni; perchè il modo di Stefano di dire le cose,semplice, chiaro ed immediato, è una musica che val la pena ascoltare, in mezzo alla cacofonia del politichese che intasa il confronto politico sardo in qualsivoglia area.

Non pensiamo di poter annoverare tra i nostri lettori i molti geronti, incrollabilmente convinti del proprio essere indispensabili, insostituibili, intramontabili, che affollano gli schieramenti di sinistra e di centrosinistra nella nostra isola (e anche fuori). Non possiamo quindi consigliare loro tanto sana lettura;  a quella pagina, ne siamo sicuri, avranno appena concesso uno sguardo stamattina scorrendo l' "Unione" fra il caffè e l'aperitivo. In ben altre cose i loro cervelli sono affaccendati, cosa vuoi che importi ai confezionatori di coalizioni e di liste, agli strateghi delle batracomiomachie consiliari, di un segretario diciannovenne di  partito,magari pure il loro, in un paesello di una région désertée dell'interno ? Altre pagine, altre notizie, altre cure, occupano certo le loro alte cure: come far ingoiare a Cagliari la ricandidatura di un presidente della provincia su cui vengono sollevati alcuni dubbi non proprio campati in aria; come ricompattare a Nuoro una coalizione che si è stufata di sostenere un'amministrazione non proprio al top dell'efficienza (senza passare per le primarie, per carità! che poi magari bisogna di nuovo organizzare il cammellaggio); come mettere insieme alleanze contro Berlusconi facendoci stare da una parte la sinistra "radicale", riformista o alternativa che sia, e dall'altra le forze più pure del rinnovamento: sardisti, democristi di destra, movimenti freschi di candidature alle europee insieme a Storace e Santanchè….  Lasciamoli pensare a questo, senza pretendere di poterli disturbare.

Fra i nostri lettori ci sono magari invece alcuni di coloro che – uomini e donne sinceramente di sinistra, perfettamente consapevoli delle inadeguatezze e dei mali della loro e nostra parte – continuano a sostenere il potere dei geronti (e anche di chi è meno vecchio di età ma non lo è di idee e di metodi) perchè… sono "il meno peggio", "l'unica alternativa a Berlusconi", o perchè "tanto non c'è alternativa". A loro, nella cui intelligenza e sensibilità crediamo proprio in quanto uomini di sinistra, diciamo: leggete, meditate e prendete nota, l'alternativa è possibile. Basta saper dire no al momento opportuno, basta smettere di obbedire e di lasciarsi ricattare per cominciare a costruirla.

Circolo GL – SS

 

L'UNIONE SARDA 28 marzo 2010
Provincia di Cagliari, p. 41

Ha appena diciannove anni, studente  universitario,
rappresenta l'approdo della nuova generazione in politica

DIETRO LE QUINTE.
Il segretario-ragazzino del Pd «Calma, alla fine vinceremo»


Stefano Anedda: mi hanno eletto a Orroli all'unanimità I problemi? Ci dobbiamo radicare e litigare meno

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO PAOLINI - ORROLI

 

 

Vedi le foto

 

 

Nel paese dei centenari una quarantina di iscritti al partito democratico ha eletto il segretario più giovane d'Italia. Sotto mezzo centimetro scarso di capelli c'è la faccia compìta di Stefano Anedda, lo studente-politico che issa la bandiera del rinnovamento sulle zolle del Sarcidano: «Sono iscritto al primo anno della facoltà di Economia, a Cagliari».
Diciannove anni, figlio di un preside che fu consigliere comunale, ha amato il nuoto e il body building. La politica è una passione che l'ha letteralmente trascinato in cima al Pd conferendogli una prudenza che in altri tempi si sarebbe detta democristiana : «Sono stato eletto all'unanimità».

Con quanti voti? «Una quarantina».

Gli altri candidati si sono ritirati? «Non c'erano. E io non ho avanzato alcuna candidatura: me l'hanno proposta».

Le danno spesso del ragazzino?
«Mi presentano come il più giovane iscritto , diciamo che giovane è un aggettivo che ricorre spesso».

Le dà fastidio? «No, lo considero un valore aggiunto che mi consente di stare fuori dalle vecchie logiche in un partito dove sono confluite le culture democristiana e comunista».

La mescolanza delle ceneri dc-pci non le sembra contronatura? «Bisogna prendere le virtù di entrambi e costruire il nuovo partito».

I commenti degli amici?
«Ho proposto ad alcuni di loro di avvicinarsi al partito e mi hanno risposto che i tempi non sono maturi».

I genitori? «Sono contenti, purché la politica viaggi in parallelo con gli studi universitari. Per inciso: solo la conoscenza ti dà le basi per affrontare i problemi».

È un argomento di conversazione con le ragazze? «Da evitare».

Perché? «Non viene rilevato come particolarmente interessante».

I ragazzi sono attratti solo dai politici ricchi e famosi tipo Soru e Berlusconi?
«Nell'era di Amici questa è l'idea dell'affermazione sociale, soldi uguale riscatto. È una scorciatoia che consente di sognare il successo senza fatica. In questa ottica il politico ricco è quello che ce l'ha fatta».

Perché il Pd non riesce a vincere? «Per ora manca il radicamento, e questo conta».

Solo questo? «Anche le lotte interne hanno un peso, inutile negarlo. Ma è fisiologico. È un partito nuovo, in fase di rodaggio. Alle primarie ho sostenuto Marino, cioè una delle nuove proposte fatte per allargare l'orizzonte di un partito che non può essere solo la somma di ds e margherita».

C'è chi dice che in Sardegna il Pd fa un'opposizione di facciata alla Giunta Cappellacci. «Questa è una domanda cattiva, devo dosare le parole. Secondo me anche nell'Isola si vive in sedicesimo la situazione che c'è a livello nazionale, lotta tra fratelli e cose di quel genere».

Qual è il senso degli stipendi a quattro zeri dei politici regionali? «Di per sé l'indennità non sarebbe scandalosa, il problema è tutto quello che si aggiunge tra gettoni di presenza nelle varie commissioni e biglietti gratis per gli aerei».

Perché Berlusconi vince? «È bravissimo con i fuochi artificiali. In un'Italia che ha sete di tutto le facili promesse danno i loro frutti».

Un motivo per cui gli antiberlusconiani dovrebbero votare Pd e non Idv? «Non basta fare opposizione, ci vuole anche una proposta di governo per il Paese».

Però il Pd perde voti e l'Idv li guadagna. «Forse perché Di Pietro ha un approccio simile a quello di Berlusconi, entrambi guidano partiti che si basano sulla loro figura».

La prima emergenza?  «Il degrado culturale, anticamera di quello sociale».

Leader di riferimento? «Io, sono il mio leader di riferimento».

Oltre se stesso?  «Non guardo».

Nella vita vorrebbe fare il? «Dirigente pubblico».

In che settore?  «C'è una grande mobilità in quel mondo, comunque vorrei fare il dirigente amministrativo».

Cos'è la carriera? «Migliorare la propria condizione partendo da un certo livello, scalare le gerarchie».

Vorrebbe un tetto alle legislature?  «È una norma senza significato, da quando la capacità si misura in anni?»

Scommetto che punta sul rinnovamento.  «Vista la situazione attuale il cambio è necessario. Non quello anagrafico, ciò che serve sono le idee».

Eutanasia: sì o no? È un tema da prendere con le pinze. Non penso che sia necessaria una legge che disciplini tutte le eventualità. Dovrebbe essere affidato alla scelta delle persone, comunque non può essere tassativamente vietata dalla legge».

L'intervento pro Pdl della Chiesa a una settimana dal voto? «Sono cattolico ma convinto difensore della laicità dello Stato».

Pacs, Dico o equivalenti? Assolutamente d'accordo con la necessità di riconoscere i diritti civili».

ppaolini@unionesarda.it

La Rete 28 aprile della CGIL sull’episodio di Torino

Giorgio Cremaschi – Cosa è accaduto a Torino.
Una grande manifestazione con 15mila lavoratrici e lavoratori Fiat da tutta Italia è stata mediaticamente oscurata dal protagonismo stupido di 50 militanti dello Slai Cobas.

Alla manifestazione di Torino hanno partecipato tutte le organizzazioni sindacali presenti in Fiat, esclusa l’UGL che era in Campania. C’erano tutti, compreso tutto il sindacalismo extra-confederale, in un clima di assoluta serenità e unità delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra le tante sigle che erano presenti – anche dei sindacati di base – soltanto lo Slai Cobas ha voluto distinguersi. Hanno chiesto di intervenire e gli è stato detto di sì. Solo che volevano parlare prima del segretario generale della Fiom. O almeno questa è la spiegazione data da alcuni, perché la sensazione è che volessero fare confusione e basta, come gli ultra di calcio. (…)

Ci sono motivi veri della rabbia delle lavoratrici e dei lavoratori, anche di quelli di Nola, reparto confino dove in Campania sono stati trasferiti senza accordo centinaia di lavoratori di Pomigliano. Ma la protesta giusta è stata danneggiata proprio da chi ha voluto metterci sopra il suo protagonismo di sigla sindacale. Qualcuno è salito sul palco e ha spinto il segretario generale della Fiom, che è scivolato. Poi i media hanno lanciato la notizia di Rinaldini “buttato giù dal palco”, ma questo non è assolutamente avvenuto. È vero, invece, che tantissime lavoratrici e tantissimi lavoratori hanno assistito attoniti prima, furibondi dopo, alle azioni dei 50 militanti dello Slai Cobas. Alla fine, infatti, quando un loro rappresentante ha preso la parola, c’è stata una marea di fischi che ha sommerso il suo intervento.

La cosa più grave è che nessuno dello Slai Cobas, a cui – ripetiamo – era stata data la possibilità di intervenire, ha chiesto scusa o si è rammaricato. Evidentemente, sono felici del fatto che si parli soprattutto di loro e non si rendono conto che verranno soltanto usati per dimostrare che anche il sindacato considerato più a sinistra in Italia, la Fiom, è contestata dai lavoratori.
Questo sarà, infatti, l’uso che verrà fatto della loro stupidaggine. Da un lato, si rispolvererà senza ragione la minaccia del terrorismo e della violenza; dall’altro, li si accosterà a quei lavoratori della Piaggio, che sono stati tanto esaltati per avere detto sì all’accordo che la Fiom rifiutava.
Sappiamo che l’ottusità e il settarismo sono forze potenti, anche nelle piccole organizzazioni. Tuttavia non ci vogliamo abituare a questo. Le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori – che ci sono e ci saranno – non hanno certo bisogno di ridicole caricature di episodi del passato.

16 maggio 2009

www.rete28aprile.it

Sinistra senza Cuore


2 milioni di persone al corteo della CGIL: anche la sinistra marcia compatta.

Diliberto ha auspicato che dalla manifestazione di oggi possa giungere una spinta all’unità della sinistra:
"Io all’unità ci credevo da bambino, continuo a crederci finché ho fiato in gola"

Da inserire di corsa in una rediviva "Hanno la faccia come il culo", celebre e indimenticata rubrica di Cuore.

Appello per una lista unica della sinistra alle elezioni europee

Per una lista unica della sinistra

La democrazia italiana è in pericolo. La legge sulla sicurezza voluta dalla maggioranza ha privato dei diritti fondamentali più elementari – alla salute, all’alloggio, ai ricongiungimenti familiari, alle rimesse alle famiglie dei loro guadagni – centinaia di migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Italia. Sta per essere varato un federalismo che dividerà l’Italia tra regioni ricche e regioni povere, rompendo, di fatto, il patto costituzionale dell’uguaglianza sul quale si è retta fino ad oggi l’unità della Repubblica. Nel pieno di una crisi economica, la cui gravità non ha precedenti, il governo ha perseguito la rottura ell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo. Di fronte alla gravità dell’emergenza ambiente il Presidente del Consiglio ha tentato di ostacolare l’iniziativa dell’Europa. Strumentalizzando l’emozione per il dramma di Eluana Englaro, il Presidente del Consiglio ha aperto uno scontro istituzionale con la magistratura e con il Presidente della Repubblica; ha provocato una spaccatura del paese sui temi della laicità dello Stato, della dignità della persona e della sua autodeterminazione; ha tentato di rompere gli equilibri istituzionali, minacciando di rivolgersi direttamente al popolo per cambiare la Costituzione qualora non sia riconosciuto il suo potere illimitato e incontrollato quale incarnazione della volontà popolare. Paura, razzismo, odio per i diversi, disprezzo per i deboli, infine, sono i veleni quotidianamente iniettati nella società dalle politiche e dalla propaganda del governo quali fonti inesauribili di consenso.

Una simile emergenza costituzionale rende insensate le attuali divisioni della sinistra, le quali rischiano, in presenza dell’attuale sbarramento del 4% alle prossime elezioni, di provocarne la definitiva irrilevanza. C’è d’altro canto uno specifico fattore di crisi della democrazia che, congiuntamente alle vocazioni populiste dell’attuale maggioranza, sta determinando il collasso della democrazia rappresentativa: la crescente occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e la sostanziale confusione dei secondi con le prime. Ne è conseguita la trasformazione dei partiti, da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, in costose oligarchie costantemente esposte alla corruzione e al malaffare. Solo l’introduzione, purtroppo inverosimile, di una rigida incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali, cioè tra rappresentati e rappresentanti, sarebbe forse in grado di restaurare la distinzione e, con essa, il rapporto di rappresentanza e di responsabilità dei secondi rispetto ai primi, e così di restituire i partiti, quali organi della società anziché dello Stato, al loro ruolo costituzionale di strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Le prossime elezioni del Parlamento europeo offrono tuttavia alle forze disgregate della sinistra un’occasione irripetibile per mettere in atto questo principio e, insieme, una prospettiva di superamento delle loro attuali divisioni. Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppi dirigenti. Si tratta, più semplicemente ma ben più efficacemente, di dar vita ad una lista unica della sinistra, “Per la democrazia”, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce e rappresentanza ad un’ampia fascia di elettori – non meno del 10% dell’elettorato – che non si riconoscono nel Partito democratico e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra, dalle cui rivalità interne e dalle cui competizioni e rivendicazioni identitarie risulterebbe tuttavia al riparo. E, soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una forza democratica e di sinistra, intransigente nella difesa della Costituzione e dei suoi valori di uguaglianza, di libertà e di solidarietà.

Mario Agostinelli
Alessandra Algostino
Umberto Allegretti
Gaetano Azzariti
Pasquale Beneduce
Maria Luisa Boccia
Michelangelo Bovero
Paolo Cacciari
Lorenza Carlassarre
Luciana Castellina
Bruno Cartosio
Marcello Cini
Maria Rosa Cutrufelli
Giorgio Dal Fiume
Claudio De Fiores
Donatella della Porta
Ornella De Zordo
Alfonso Di Giovine
Peppino Di Lello
Piero Di Siena
Mario Dogliani
Angelo D’Orsi
Ester Fano
Luigi Ferrajoli
Gianni Ferrara
Pino Ferraris
Lia Fubini
Luciano Gallino
Patrizio Gonnella
Francesco Garibaldo
Marina Graziosi
Pietro Ingrao
Francesca Koch
Cristiano Lucchi
Giulio Marcon
Alfio Mastropaolo
Gianni Mattioli
Tecla Mazzarese
Roberto Musacchio
Alberto Olivetti
Guido Ortona
Valentino Parlato
Valentina Pazzè
Mario Pianta
Tamar Pitch
Bianca Pomeranzi
Alessandro Portelli
Enrico Pugliese
Carla Ravaioli
Rossana Rossanda
Cesare Salvi
Francesco Scacciati
Pierluigi Sullo
Ermanno Vitale
Aldo Tortorella
Danolo Zolo
Grazia Zuffa

Elezioni europee / Per una lista unitaria della sinistra

Riceviamo tramite la ML del Circolo Rosselli di Milano e proponiamo al dibattito:

Appello per una lista unitaria della sinistra

La proclamata autosufficienza del Pd come forza di opposizione non ha evidenziato solo i limiti propri, ma contribuisce allo sfilacciamento e alla perdita di peso e di ruolo di tutto il centrosinistra. Per rispondere in modo efficace, in vista delle elezioni europee di giugno, intendiamo lanciare un documento per l’aggregazione di tutte le forze che in Europa si riconoscono nel Pse.

Nei giorni scorsi abbiamo criticato il Partito democratico per la sua decisione di voler modificare, insieme alla maggioranza, la legge per le elezioni europee a pochi mesi dalla consultazione elettorale e paventato che questa avrà come conseguenza – come è già successo alle elezioni politiche italiane – di rafforzare lo schieramento della destra e della Lega e di indebolire, questa volta in Europa, la sinistra e la rappresentanza del PSE.
Gli accadimenti gravi di questi ultimi giorni ci confermano in quel giudizio e in quella preoccupazione. Lo sfaldamento della sinistra, la divisione del sindacato con l’evidente tentativo di isolare la Cgil, la perdita di peso e di radicamento nella società e sul territorio di una opposizione leggera e incapace di reagire, stanno favorendo un pericoloso attacco ai principi democratici rappresentati dalla Costituzione Repubblicana.
La destra, dopo aver sostenuto le pratiche liberiste responsabili dell’attuale gravissima crisi economica e sociale, la sta adesso cavalcando in maniera demagogica e populista, incrementando la paura, l’intolleranza verso gli stranieri e il conflitto tra i poveri.
Il provvedimento proposto dalla Lega nord e approvato al Senato che incita i medici alla delazione dei clandestini malati, ha suscitato condanne e indignazione, ma ha anche evidenziato come il dialogo e le intese con questo governo rappresentano una pericolosa illusione che finisce sempre per indebolire l’opposizione.
L’attacco di Berlusconi al capo dello Stato, utilizzando cinicamente la penosa vicenda di Eluana, per mettere in discussione la separazione dei poteri costituzionali e l’esautoramento in atto del Parlamento da parte della maggioranza evidenzia che i rischi per la democrazia sono presenti e gravi.
Occorre opporre una barriera a questo degrado. Occorre reagire con una opposizione ferma e unita anche per riaffermare il confine della laicità nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica.
In questa preoccupante situazione la proclamata autosufficienza del Pd come forza di opposizione non ha evidenziato solo i limiti propri che ne stanno segnando caduta di consensi e crisi, ma contribuisce allo sfilacciamento e alla perdita di peso e di ruolo di tutto il centrosinistra.
Per rispondere in modo efficace e urgente, in vista delle elezioni europee di giugno, intendiamo lanciare un appello per l’aggregazione a sinistra di tutte le forze che in Europa si riconoscono nel Partito socialista europeo.
Un appello che trovi l’adesione di associazioni, movimenti e forze politiche appartenenti o vicine al Partito socialista, a Sinistra democratica, al mondo laico ed ecologista, di quanti in Rifondazione per la sinistra si riconoscono nel ruolo del socialismo europeo, di tutti quelli che da tempo attendono di costruite anche in Italia una sinistra riformatrice e socialista.

10 febbraio 2009

Renzo Penna, Mauro Beschi, Sergio Ferrari, per l’Associazione Labour "Riccardo Lombardi"
www.labour.it

Due comunicati del Nuovo Partito d’Azione

MA CHE BELLA OPPOSIZIONE!
 
 
In un Paese che pencola pericolosamente sull’orlo del dissesto finanziario, l’avventurista ed irresponsabile maggioranza di centrodestra approva le prime fasi di una pessima riforma federalista dello Stato, che, oltre a prefigurare la futura e definitiva esclusione di metà dell’Italia dai livelli occidentali di vita, rischia di diventare, dal momento che nessuno è in grado di quantificare i costi del federalismo ‘alla Bossi’, l’ultima e definitiva spinta verso il baratro finanziario del nostro Paese.
Ciò che ancora più indigna e sconforta è l’atteggiamento della sedicente opposizione di centrosinistra. Sia il Pd che l’Idv si sono incredibilmente astenuti. Del Pd si è ormai capito tutto; distrugge nel proprio campo per "collaborare" con Berlusconi e con Bossi. E per quanto riguarda l’Italia dei Valori, a parte il suo presunto e discutibile titolo di paladino della morale pubblica, per tutte le altre questioni politiche dimostra di non aver niente da dire.
 
NUOVO PARTITO d’AZIONE
 
Ufficio Stampa
 
Roma 23 gennaio 2009

LA SINISTRA NON E’ IL BANCOMAT DI VELTRONI

Alla Sinistra, anzi alle varie sinistre, non mancano i nemici che vorrebbero la sua totale e definitiva scomparsa. Ma da un po’ di tempo il nemico della sua sopravvivenza sembra essere diventato soprattutto il Pd. Le sinistre, invece di passare il tempo a dividersi ed a litigare, dovrebbero soprattutto far fronte comune contro chi, con qualsiasi metodo, anche il più abbietto, e ormai senza nessun pudore, gioca alla sua sparizione.
Il ‘Nuovo Partito d’Azione’ si dichiara quindi molto soddisfatto per le decisioni prese qualche giorno fa insieme agli altri partiti che compongono il ‘Comitato per la Democrazia’ allo scopo di istituire periodiche occasioni di incontro e di collaborazione per lottare insieme non solo contro il tentativo di stravolgere antidemocraticamente l’attuale legge elettorale per le elezioni europee, ma per il rispetto della democrazia formale e delle pari opportunità di competizione fra tutti i partiti, così come recita il dettato costituzionale.
Bisogna soprattutto che tutti i partiti della sinistra, dal Ps fino al Prc, facciano capire una buona volta a Veltroni che la sinistra non è il bancomat dove un sempre più fallimentare Pd può continuamente
rifornirsi per rifarsi dei voti perduti in altre direzioni.
Tutti insieme i partiti della sinistra debbono esprimere un no totale e non negoziabile alla leggina-truffa per le europee ed al bipartitismo coatto che Berlusconi e Veltroni, soprattutto il secondo però, vorrebbero imporre all’Italia solo per i loro miseri interessi di bottega. Del resto, la storia dei troppi partiti che impedivano di governare o la vocazione maggioritaria del Pd si stanno dimostrando per quelle che abbiamo sempre ritenuto che fossero; sciocchezze. Bisogna che la sinistra reagisca in tutti i modi e senza esclusione di colpi. Non bisogna scartare alcuna ipotesi, né quella del ritiro di tutti i partiti minori dalle giunte rette insieme al Pd, né quello di un listone unitario di emergenza democratica di tutte le sinistre.

Il Coordinamento Nazionale del ‘Nuovo Partito d’Azione’

Roma 22 gennaio 2009

www.nuovopartitodazione.it