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Appuntamenti Porto Torres / Dalla crisi al nuovo sviluppo

porto torresArchivio Unione Sarda

Invito

Venerdì 7 ottobre ore 18,00
Libreria Koinè di Porto Torres

presentazione del nuovo numero della rivista Camineras
“Quale sviluppo per Porto Torres e la Sardegna?”

Intervengono:
Pietro Marongiu, Vincenzo Migaleddu, Emanuele Fancellu e Gigi Pittalis

Coordina:
Federico Francioni

Riviste in uscita / Critica liberale & VI Rapporto sulla secolarizzazione in Italia

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CRITICA LIBERALE

INDICE DEL FASCICOLO 181/182

SESTO QUADERNO LAICO

IL SANTO PARADOSSO

189. maria gigliola toniollo, la collaborazione tra religioni divine

192. silvia sansonetti, l’indice passa dall’1,46 all’1,56

192. laura caramanna, l’andamento del processo di secolarizzazione

           tabelle

204. tabelle sull’indice di secolarizzazione

           ricerca

210. graziella durante, media e monopolio cattolico

           lo spaccio delle idee

263. enzo marzo, riflessioni anti-clericali

 

INDICE DEL FASCICOLO 179/180

SESTO QUADERNO LAICO

I BUONI MAESTRI

          taccuino

146. pierfranco pellizzetti, postsecolarismo o postrelativismo?

           l'osservatore laico

149. marcello vigli, un’immagine a pezzi e il ‘chiacchiericcio’

155. valerio gigante, la strana coppia: vatican oberlusconi

159. luciano pellicani, i valori della città laica

167. paolo bonetti, cattolicesimo e liberalismo

           l'ipocrisia & la malaetica

170. giovanni la torre, scandali di ieri e di oggi

175. salvatore marra, omofobia: all’italia si addice il grigio

177. vittorio lingiardi – monica luci, la piaga dell’abuso sessuale

          clericalismo & privilegi

181. mirella parachini, come stravolgere la legge 194

183. antonia sani, la scuola assediata

 


I fascicoli 179-180 e 181/182 di Critica liberale possono essere acquistati:

   1. con pagamento rispettivamente di 5  e 15 euro sul conto corrente postale n. 11639705 intestato a Dedalo Edizioni srl, casella postale BA/19, 70123 Bari, specificando sempre nella causale  numero desiderato di Critica liberale.
   2. effettuando il pagamento con carta di credito: per telefono chiamando le Edizioni Dedalo al numero 080 5311413; oppure inviando un fax, specificando nome e indirizzo dell'acquirente e i dati della carta di credito, allo 080 5311414; il pagamento con carta di credito si può anche effettuare on line at traverso il sito delle Edizioni Dedalo con transazione crittografata e protetta.
   3. Si può anche versare l'importo con bonifico sul conto bancario delle EdizioniDedalo: IT22Q 01010 04015 100000015412

Riviste in uscita/ Una città

E' uscito il numero 178 di "Una città" di cui riportiamo, di seguito, il sommario.
E' possibile farsi un'idea della rivista (mensile di interviste e foto, di 48 pagine, senza pubblicità) andando al sito
http://www.unacitta.it o richiedendo copia saggio a mailing@unacitta.org.

PARTECIPAZIONE E INNOVAZIONE. Quello di Pomigliano è indubitabilmente un accordo duro e difensivo, in cui si assiste a degli arretramenti (anche se prassi come la pausa mensa retribuita in Europa sono più l'eccezione che la regola), e tuttavia il suo vero punto debole è che non coinvolge gli operai nell'innovazione organizzativa; il cosiddetto Ergo Uas, già in uso in tantissime frabbriche tedesche, non ha solo uno scopo di controllo, ma anche una funzione ergonomica, tant'è che un milione di metalmeccanici italiani, se lo applicassero, lavorerebbero meglio; l'idea degli "orari a menù", nata dalla convinzione che, in tema di orario, non è impossibile conciliare le esigenze di lavoratori con quelle dell'impresa; intervista a Luciano Pero (da pag. 3 a pag. 7).
http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2075

LA CRISI E I PIU' DEBOLI TRA I DEBOLI. Per la rubrica "neodemos", alcune note a margine dell'ultimo rapporto dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, da cui emerge come questa crisi abbia colpito prevalentemente i giovani meridionali (pag.7).

IL RIPARATORE. In una società sempre più fondata sull'usa e getta, in realtà le nostre vite non sono affatto estranee all'esperienza del riuso, basterebbe pensare alla casa in cui viviamo, ai mobili, ma anche, ad esempio, alle forchette che usiamo al ristorante; una percezione che dovrebbe essere resa più consapevole, così da superare lo stigma che circonda i "clienti" dell'usato; la dialettica tra un'industria che fa cose sempre meno riparabili e la scomparsa della figura del "riparatore", che alla curiosità e all'amore per l'oggetto, sa unire l'arte della manutenzione; l'esperienza di una comunità di rom romani e il problema delle difficoltà di rimettere sul mercato gli oggetti riparati; intervista a Guido Viale (da pag. 8 a pag. 10).
http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2076

UN LAVORO BRUTTO. Lasciare un paese che si ama e dove però la vita è difficile, per raggiungere il fratello già partito alla volta dell'Italia; la regolarizzazione e il lavoro in albergo, lasciato per non dover trascorrere tutti i finesettimana lontano dalla famiglia; l'esperienza in fabbrica e infine la scelta di mettersi in proprio, come padroncino; la scoperta di un lavoro duro, stressante, faticoso, che si continua a fare per i figli, per dar loro l'opportunità di studiare; il sogno, quando i figli saranno grandi, di tornare in Marocco; intervista a Ahmed (da pag. 11 a pag. 13).

QUEL TORNIO DEGLI AMERICANI. Avvicinare la scuola all'impresa in un distretto della meccanica di eccellenza come Modena, dove la formazione sta diventando un problema, è lo scopo di Officina Emilia; i ragazzi entrano nelle fabbriche, ascoltano i lavoratori e poi al museo laboratorio prendono confidenza con materiali, attrezzi e macchine, costruiscono oggetti, smontano biciclette…; a scuola ma anche in famiglia non si parla più di lavoro, i ragazzi dei licei e anche dei professionali arrivano all'università totalmente incapaci di mettersi in gioco, che è proprio ciò che oggi richiedono le imprese; intervista a Margherita Russo e a Iari Nora (da pag. 14 a pag. 18).

SE UN FIUME SI CHIAMA DRAGONE. La gestione del rischio da disastri naturali e antropici è cosa ben diversa dal predisporre modelli di previsione, peraltro, come nel caso dei terremoti, di dubbia validità; l'importanza, quando il rischio si verifica, che sia già tutto organizzato affinché ci sia il minimo di decisioni da prendere; l'effetto paradossale degli interventi di messa in sicurezza, che spesso portano la popolazione a dimenticare di essere comunque residenti in una zona a rischio; l'auspicio che si diffondano momenti di addestramento ed esercitazioni, così da promuovere una "protezione civile dal basso"; la difficile dialettica tra scienziati e politici; intervista a Giuseppina Melchiorre (da pag. 19 a pag. 22).
http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2077

LUOGHI. Nelle centrali, L'Aquila.

IL TESSERINO. La prostituzione in Europa è sempre più "al chiuso", il che non necessariamente è un dato positivo perché l'invisibilità porta con sé una potenziale maggiore vulnerabilità a ricatti, soprusi e sfruttamento e inoltre rende più difficile contattare queste donne da parte di chi, come l'Ong Tampep, vorrebbe aiutarle a conoscere i propri diritti e, se vogliono, a uscire da situazioni di sfruttamento; gli effetti perversi di una legge, quella olandese che, per legalizzare impone una licenza e la perdita dell'anonimato; intervista a Licia Brussa (da pag. 27 a pag. 30).

SOCIALISMO IN AMERICA, di Stephen Eric Bronner, è a pag. 30.

LA LETTERA DALL'INGHILTERRA, di Bel Greenwood, è a pag. 31.

LE SCELTE DI HAITI. Il terremoto che ha colpito il paese ha sconvolto tutti i programmi di sviluppo economico e logistico; il momento della ricostruzione può però essere trasformato in un'occasione di riflessione collettiva sulla direzione da intraprendere; la preoccupazione per il gap tra ricchi e poveri che aumenta e le speranze sulle prossime elezioni; intervista a Hugues Desranges (pag. 32-33).

COLUI CHE E’ PRESENTE. La storia di Tullio Vinay, pastore valdese, che per tutta la vita fu un testimone dell'agàpe; l'impegno per salvare gli ebrei dalle deportazioni che gli valse il titolo di "Giusto delle Nazioni" da parte di Israele; la casa che fondò e dove ancora oggi si ritrovano giovani di tutto il mondo; l'esperienza a Riesi, una delle zone più sperdute della Sicilia; pacifista, si impegnò contro la guerra del Vietnam, per l'abolizione della tortura, per il disarmo; la sua idea molto concreta di utopia. Ricordano il suo insegnamento Enzo Campelli, Paolo Ricca e Michele Colafato, con una breve introduzione della figlia, Paola Vinay (da pag. 34 a pag. 39).

UNA RIVISTA TRANSATLANTICA. Gregory Sumner racconta la straordinaria esperienza di "politics", una rivista sconosciuta ai più che uscì negli Stati Uniti dal 1944 al 1949, e attorno alla quale si riunirono intellettuali newyorkesi, come Donald Macdonald e la moglie Nancy, Mary McCarthy, ed esuli dall'Europa, come Nicola Chiaromonte, Albert Camus, Andrea Caffi, Hannah Arendt, Simone Weil, e altri "senzatetto ideologici", alla ricerca di una politica nuova, più umana, fatta di piccole comunità; la figura, affascinante e a tratti contraddittoria, di Dwight Macdonald, e il suo rapporto privilegiato, e forse complementare, con Nicola Chiaromonte (da pag. 40 a pag. 43).

LA LETTERA DALLA CINA, di Ilaria Maria Sala, è a pag. 45.

APPUNTI DI UN MESE. Si parla di extensions, di Goebbels che parla di socialismo, di legalità e di uno Stato accentratore e corrotto, di produttori di polli che non devono soffrire, del misterioso destino previdenziale dei precari, di video "virali", che attraverso youtube raggiungono milioni di persone, del disegno di legge per il giuramento di fedeltà a Israele; di fuga dei cervelli eccetera eccetera (da pag. 44 a pag. 47).

LA VISITA è alla tomba di Prospero Moisè Loria, imprenditore e filantropo italiano, fondatore della Società Umanitaria di Milano.

UNA PREVISIONE SBAGLIATA. "…il Re sarà costretto a fare le consultazioni: Mussolini se ne andrà senza che gli squadristi mettano il paese a ferro e fuoco, e si avrà un governo di transizione, per preparare le elezioni". Per il "reprint" dell'ultima, pubblichiamo uno scritto in cui Giorgio Levi Della Vida racconta dell'incontro con Claudio Treves.

La copertina è dedicata agli abitanti di Haiti, che dopo il terremoto ora rischiano di essere devastati dal colera.

Nel sito è consultabile gratuitamente  anche l'intero archivio di interviste di "Una Città" (2000 circa).

Albert Camus (1913-1960) / “Solitaire-Solidaire”

Straniero-Camus-copertina-122-123Lo Straniero - arte, cultura, scienza e società

www.lostraniero.net

Agosto/Settembre – N. 122/123

Apertura

Discorso ai bambini della pianura di Fernando Bandini

Persuasioni

Pomigliano, Italia di Francesco Ciafaloni – La storica anomalia di Pomigliano d’Arco di Rinaldo Gianola – Anche in Sardegna di Maria Grazia Giannichedda – La sopravvivenza del più debole di Enzo Ferrara


Orizzonti
Albert Camus e il nostro tempo

La crisi dell’uomo di Albert CamusUn uomo è morto, e si pensa al suo volto… di Nicola Chiaromonte - Un’incrollabile affermazione di Jean-Paul Sartre – L’uomo in rivolta e il suo tormento di Alfonso Berardinelli - Camus e noi di Franco Cassano - Le prime pagine di Lorenzo Pavolini – Allora e ora di Francesco Ciafaloni – Oltre Sisifo di Vittorio Giacopini - Arendt e Camus di Stefano Velotti - La caduta di Marcello Benfante – I preti e la peste di Fabio Milana – La dannazione di Caligola di Nicola Lagioia – Una donna, l’adultera di Letizia Muratori – Politica e morale di Marcello Flores – Il nazismo, i tedeschi di Alessandro Leogrande – Algeria e Spagna, patrie possibili di Alessandro Bresolin – L’umano ai tempi del disumano di Caterina Grignani – Camus e Caffi di Marco Bresciani – Camus e Silone di Francesco De Core – Viaggi in Italia di Piergiorgio Bellocchio

(gli interventi di Chiaromonte, Cassano e Velotti sono disponibili in rete)

camusSmoking till the end (Albert Camus)
nel bel ritratto di Javad

Riviste in uscita / Almanacco Micromega

MicroMega-copertina6_2010_294Per realizzare questo numero MicroMega ha coinvolto grandi operatori del settore (attori, registi, produttori, sceneggiatori) e in vari saggi e interviste ha raccolto le testimonianze di alcuni maestri del cinema: Mario Monicelli, Carlo Lizzani, Marco Bellocchio, Jorge Semprùn, David Cronenberg, e un inedito incontro con l’inafferrabile Terrence Malick.
Una sezione speciale è dedicata alla memoria di uno dei nostri più grandi attori, vero e tenace esempio di coerenza politica ed artistica: Gian Maria Volonté. Lo raccontano in un saggio Franco Montini e in un incontro tre protagonisti del cinema italiano che con lui hanno lavorato: Francesco Rosi, Giuliano Montaldo e Felice Laudadio.
Una lucida analisi di quanto il cinema, soprattutto negli Usa, si sia svincolato dal conformismo mediatico successivo all’11 Settembre porta la firma di Pierfranco Pelllizzetti. E non poteva mancare la satira di Alessandro Robecchi con le trame dei cinepanettoni del prossimo Natale.
Infine, un gioco cinefilo: tredici critici cinematografici italiani raccontano quali siano i magnifici tre, ovvero, per ognuno di loro, i tre film di impegno più significativi della storia del cinema.

Il sommario del nuovo Almanacco del cinema di MicroMega
IL SASSO NELLO STAGNO
Gianni Canova – Il cinema italiano nell’era del Cavaliere
Manca la politica. Manca l’economia. Manca la volontà di costruire strategie di rinnovamento. Il cinema italiano, messo sotto attacco dalla destra, vive un periodo di forte crisi. Rimane però l’unica forma espressiva non ancora addomesticata. E Il divo, Gomorra e Vincere sono esempi di film che sanno coinvolgere ed emozionare, esprimendo anche dissenso. Esempi da cui ripartire.

TAVOLA ROTONDA 1
Giorgio Diritti / Daniele Luchetti / Paolo Virzì (a cura di Giona A. Nazzaro) – Il cinema può cambiare il mondo?
Negli anni Settanta si pensava che l’impegno degli artisti potesse contribuire a cambiare il mondo. Oggi viviamo in una realtà molto diversa rispetto a quella iper-ideologizzata di un tempo. È ancora possibile concepire un cinema di impegno? Un film può ancora aiutare a decifrare la società e a modificare l’immaginario collettivo diffondendo anticorpi contro l’inciviltà?

MAESTRI 1
David Cronenberg (a cura di Mario Sesti) – L’esistenza è il corpo
‘Un viaggio filosofico in cui rifletto sulla vita e sulla condizione umana e invito il pubblico a farlo con me’: questo è il cinema per David Cronenberg. Profeta delle avventure dell’incontro del nostro corpo con la tecnologia, della carne con il metallo e la plastica. E indagatore dell’uomo a partire dal suo aspetto più universale: la mortalità.

TAVOLA ROTONDA 2
Domenico Starnone / Sandro Petraglia / Francesco Piccolo (a cura di Tommaso De Lorenzis) – Un copione da inventare
Gli sceneggiatori italiani di fronte a sfide nuove e a terreni inesplorati. Quando la politica diventa spettacolo, e la democrazia videocrazia, è ancora possibile concepire un cinema di ‘impegno’? Ha ancora senso questa parola dopo il crollo delle ideologie e la fine della figura dell’intellettuale organico? Cosa vuole dire oggi ‘raccontare la società’? Quali linguaggi, quali temi, quali strutture narrative devono caratterizzare un nuovo cinema di impegno?

MAESTRI 2
Mario Monicelli – Il mio cinema fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv
Uno dei più grandi registi italiani di tutti i tempi ripercorre la sua vita in un racconto intensissimo e divertente, amaro e surreale. Proprio come le sue commedie. Con la differenza che qui nulla è stato inventato. Dal primo film sotto il fascismo alla Liberazione, dagli attacchi di Gadda contro La grande guerra, alle partite a carte con Sordi e il sensitivo Rol, dal ritorno a casa l’8 settembre del ’43 al crollo dell’Urss.

TAVOLA ROTONDA 3
Jasmine Trinca / Toni Servillo / Elio Germano / Alba Rohrwacher (a cura di Giona A. Nazzaro) – La valigia dell’attore impegnato
Il nostro paese vive probabilmente la più grave crisi civile e sociale della storia repubblicana. Una crisi che il cinema italiano è stato capace di leggere in ‘presa diretta’, raccontando storie e personaggi che hanno fatto il giro del mondo anche grazie al volto e alla voce di interpreti straordinari. Quale concezione del ruolo dell’attore e delle sue responsabilità c’è dietro queste grandi performance? Esistono ancora gli ‘attori impegnati’?

MAESTRI 3
Terrence Malick (a cura di Mario Sesti) – Il regista senza volto
Niente domande dal pubblico, niente tv, e soprattutto niente fotografie: sono le condizioni che Terrence Malick ha posto per lo storico incontro svoltosi lo scorso 25 ottobre 2007 all’Auditorium di Roma, nel corso del quale uno dei più schivi, enigmatici e geniali registi americani contemporanei ha accettato di parlare del cinema italiano che più ha amato. Ma anche, caso più unico che raro, del proprio esordio e dei propri film. Ecco la cronaca di quell’evento straordinario.

TAVOLA ROTONDA 4
Angelo Barbagallo / Mario Gianani / Nicola Giuliano / Domenico Procacci (a cura di Gianni Canova) – Per un pugno di euro
Non esiste un mercato vero e concorrenziale in Italia per i prodotti cinematografici. Lo stesso duopolio che ha imprigionato i programmi televisivi compromette anche il percorso commerciale dei film. Mentre si impone un diffuso analfabetismo per quella cultura dell’immagine, che ha nel cinema la sua espressione più raffinata e complessa. Se i produttori italiani fossero dotati di una bacchetta magica, da dove comincerebbero per cambiare le cose?

MAESTRI 4
Marco Bellocchio in conversazione con Malcom Pagani – Il cinema come rivolta
Da I pugni in tasca a Il diavolo in corpo, dall’infatuazione maoista al teatro shakespeariano, dalle interviste agli ex pazienti dei manicomi alla psicoterapia collettiva di Massimo Fagioli. Uno dei più dissacranti registi del cinema italiano ripercorre il suo mezzo secolo di attività attraverso un racconto al tempo stesso intimo e ‘politico’, privatissimo e profondamente intrecciato ai passaggi d’epoca che hanno segnato la storia più recente del nostro paese.

LABIRINTO
Pierfranco Pellizzetti – Il cinema come rappresentazione del mondo
Dopo l’11 settembre tutto è cambiato, soprattutto il concetto di sicurezza. La ‘guerra al terrore’ ha prodotto una militarizzazione del mondo fomentata dai media ma avversata in qualche modo dal cinema che è stato capace, particolarmente negli Stati Uniti, di produrre film di denuncia contro questo nuovo disegno globale.

Alessandro Robecchi – Buzzicona production
Ma dove finisce il berlusconismo e inizia Neri Parenti? È la retorica domanda dell’autore che anticipa, in esclusiva per MicroMega, i prossimi successi cinematografici dell’inverno 2010: Natale a Pomigliano, Via col Veneto e Scusa se l’ho data a Gino. Con il ministro Bondi che già promette sgravi fiscali per il particolare contenuto artistico e culturale delle opere.

MAESTRI 5
Carlo Lizzani – Con orgoglio
La realtà storica e l’immaginario cinematografico si fondono nel racconto di uno dei nostri maggiori registi. La stagione del neorealismo, la vitalità di contenuti e mezzi espressivi della commedia all’italiana, le trasformazioni della nostra società segnata dalla dissipazione di un grande patrimonio culturale e politico. E una sorta di nostalgia per quel sentirsi parte di qualcosa, quel condividere idee e realizzare progetti, mentre ‘oggi ogni opera rimane una voce isolata’.

GIAN MARIA VOLONTÉ
Franco Montini – Il compagno attore
La vita e l’attività artistica di Gian Maria Volonté sono un esempio unico di armonica fusione, al punto di averne fatto un caso di personaggio quasi simbolico. Nel segno di un comportamento coerente nel tempo, dalla candidatura con il Pci alle litigate con Petri, combattivo, impegnato, serio ma anche profondamente umile, come accade quando si è veramente grandi.

Francesco Rosi / Giuliano Montaldo / Felice Laudadio (a cura di Federico Pontiggia) – Un uomo contro, un attore geniale
Gian Maria Volonté è l’icona del cinema impegnato. Con i suoi film e con i suoi personaggi ha sempre cercato di mettere a nudo l’arroganza e l’ottusità del potere, con la sua arte ha sempre cercato di dare voce ai senza voce. Attivista sindacale, agitatore culturale nemico di qualsiasi ipocrisia. Attore dalle straordinarie capacità tecniche, frutto di un paziente, quasi ossessivo, esercizio di studio. Ecco in cosa consisteva il ‘metodo Volonté’, ecco chi era davvero il più grande ‘uomo contro’ del cinema italiano.

A PIÙ VOCI
Edoardo Bruno / Valerio Caprara / Federico Chiacchiari / Steve Della Casa / Piera Detassis / Fabio Ferzetti / Bruno Fornara / Paolo Mereghetti / Giona A. Nazzaro / Roberto Nepoti / Federico Pontiggia / Lietta Tornabuoni / Dario Zonta – I magnifici tre
Abbiamo chiesto ai principali critici cinematografici italiani di indicarci i tre film d’impegno (nel senso più ampio del termine, quelli che ‘liberano la testa’, per dirla con Fassbinder) a loro avviso più significativi, belli e attuali di tutta la storia del cinema. Un gioco cinefilo che ha riservato più di una sorpresa.

MEMORIA
Jorge Semprún (a cura di Fabio Gambaro) – L’impegno di una vita
Ex militante del Partito comunista spagnolo clandestino, Jorge Semprún ha firmato alcune delle più importanti sceneggiature del cinema politico europeo. In questo saggio a cavallo fra la biografia intellettuale e il manifesto artistico, tratteggia la sua idea di ‘impegno’. Quest’ultimo non deve necessariamente essere connesso a un partito o a un’ideologia politica, perché in fondo consiste in una scelta personale, consiste nella volontà di non restare a guardare dalla finestra.

www.micromega.net

da "Sbatti il mostro in prima pagina" (1972) di Marco Bellocchio

Riviste in uscita/ Critica liberale

E’possibile acquistare il numero di Critica liberale on-line all’indirizzo:

www.edizionidedalo.it


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Circolo GL Sassari / Porto Torres, Gramsci e gli anarchici

26 Maggio 2009 Nessun commento

CIRCOLO ARCI VIA MARGUTTA
CIRCOLO GIUSTIZIA E LIBERTA’ – Sassari
in collaborazione con
BIBLIOTECA GRAMSCIANA – Gonnosnò

GRAMSCI E GLI ANARCHICI

Presentazione del numero 63
dei "Quaderni Pietro Tresso" (Firenze, 2007)

Quaderni_Tresso_63_01

Relatore: Simone Sechi (vicepresidente ISSRA).
Coordina: Aldo Borghesi

Seguirà dibattito con l’Autore.

Sabato 30 Maggio 2009, ore 19.00
circolo Arci Via Margutta
Viale delle Vigne, 18 – Porto Torres

Il fascicolo contiene i contributi di Giuseppe Andrea Manias:
- Antonio Gramsci e il movimento anarchico nel periodo de "L’Ordine Nuovo", intervento pronunciato in occasione del III congresso dell’International Gramsci Society. Ghilarza, 4 maggio 2007;
- Camillo Berneri tra Antonio Gramsci e Carlo Rosselli, comunicazione presentata nell’incontro-dibattito Rosselli e Berneri. Un’eredità viva per rifondare la sinistra, promosso dal Circolo Giustizia e Libertà di Sassari l’8 giugno 2007.

L’autore:
Giuseppe Manias nasce ad Oristano nel 1969. Col fratello Luigi gestisce la Biblioteca Gramsciana. Nel 2007 ha curato per i Quaderni Tresso nel n. 60 la bibliografia all’unico discorso parlamentare di Antonio Gramsci e nel n. 63 della stessa rivista ha pubblicato, con un’introduzione di Aldo Borghesi, due suoi saggi  dal titolo "Antonio Gramsci e il movimento anarchico nel periodo de L’ordine Nuovo" e "Camillo Berneri tra Antonio Gramsci e Carlo Rosselli". E’ spesso impegnato in convegni e in attività divulgative nelle scuole sul pensatore alerese.

"I consigli di fabbrica a Torino sono stati una creazione libertaria della classe operaia; essi hanno la loro legge in se stessi e, in quanto rispondono a una esigenza vitale del proletariato, in quanto sono l’espressione storica di forze e volontà immanenti nella classe operaia di fabbrica, essi sono vivi e vitali."

Antonio Gramsci

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Riviste/ “Una città” ricorda Vittorio Foa

22 Novembre 2008 Nessun commento
foa-larepubblica4


« Una città, nel suo piccolo, cerca di raccontare un’altra Italia, quella che senza clamore, e spesso senza aspettare o rivendicare l’intervento dello Stato, affronta i problemi e tenta di risolverli con spirito cooperativo. Di qui, anche, l’interesse per quella tradizione libertaria e cooperativistica, pluralista, non statalista, della sinistra italiana ed europea, del tutto dimenticata e rimossa. Forse senza una qualche carta d’identità è difficile vivere e forse la sinistra la sua non può che ritrovarla in quella tradizione.» [dal "Chi siamo" del sito internet]

La rivista "Una città" ha raccolto nel corso degli anni alcune interessanti interviste a Vittorio Foa, che oggi ripopone per ricordarne la figura di militante della sinistra socialista e libertaria.




ADDIO VITTORIO! (numero 159/2008)
Vittorio Foa, un grande della Repubblica, ci ha lasciato. Ci onorava della sua amicizia e ci ha spronato, in tutti questi anni, a esser sempre curiosi della realtà che ci circonda, senza pregiudizi, ad anteporre sempre le domande alle risposte, a considerare che le cose sono complesse e mai semplici… In ricordo pubblichiamo gli interventi alla cerimonia funebre di Anna Foa, Andrea Marcenaro e Walter Veltroni; pubblichiamo inoltre stralci dalle interviste che in questi anni ci ha concesso e dove parla dell’assemblea costituente, dell’unicità della Shoah, della difficoltà per un non marxista di essere anticomunista, della necessità del ricordo e anche dell’oblio, del momento della Liberazione, della rimozione italiana delle leggi razziali, e d’altro ancora… http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foa.html

LA NOSTRA RESPONSABILITA’ (Una Città n.48/marzo 1996)
Il rifiuto dell’idea di un’anormalità italiana e di ogni determinismo
che usi il passato per giustificare il presente. Il Partito d’Azione non
poteva cambiare la società italiana, poteva lottare contro la
trascendenza dei movimenti di massa sorti in questo secolo. La crisi di
quel sistema di rappresentanza sorto spontaneamente, prima addirittura
della Resistenza. La speranza dei sindaci e degli "indipendenti".
Intervista a Vittorio Foa.
http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foalanostraresponsabilità.html

LA COOPERAZIONE (una Città n.94/aprile 2001)
La destra è pericolosa soprattutto per aver scelto di andar dietro al
secessionismo della Lega, ma il vero problema resta quello
dell’inadeguatezza della sinistra, prima ancora che a dar risposte, a
porre le domande. La predicazione terribile di Berlusconi. Non c’è
soltanto la competizione, ma c’è, eccome, il bisogno vitale di
cooperazione. La grande pecca del sindacato è la sottovalutazione del
valore del lavoro. Intervista a Vittorio Foa.
http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foalacooperazione.html

LA GIORNATA DELLA MEMORIA (Una Città n.109/dicembre-gennaio 2002)
… Più che sui rischi della retorica io ho avuto qualche dubbio
all’inizio sul fatto di dover chiedere a un ragazzo, a data fissa, di
ricordare qualcosa. A me pareva una specie di compito scolastico, che
non corrispondeva al valore del ricordo, che è un altro; il valore del
ricordo è la riflessione sul fatto. Non è solo il ricordare il fatto, ma
è il lavorarci sopra. Comunque penso che questa giornata possa essere
un’occasione. …
http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foalagiornatadellamemoria.html

IL CONTAGIO DELLA PREPOTENZA (Una Città n.111/marzo 2003)
…Vorrei dire intanto che l’uso della prepotenza è contagioso.
Intendiamoci: che la forza sia uno degli strumenti di risoluzione dei
problemi è evidente. Però, che la forza diventi lo strumento essenziale
per la risoluzione dei problemi è drammatico…
http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foailcontagiodellaprepotenza.html

LA CONVENIENZA E LA CONVIVENZA (Una Città n.139/maggio 2006)
Nell’assemblea costituente alla mattina si litigava sull’attualità
politica, al pomeriggio, a discutere delle regole, tutto cambiava, "si
diventava altre persone". Una dittatura del presente, di cui il
berlusconismo è interprete, ma di cui siamo partecipi tutti. La
terribile semplificazione del passato a seconda delle convenienze
immediate. L’idea socialista indissolubile da quella dell?autonomia
delle persone. Il federalismo inevitabile. Gli sbagli e gli abbagli del
nordismo antifascista. Cambiare se stessi per cambiare gli altri, anche
se avversari. Intervista a Vittorio Foa.
http://www.unacitta.it/paginericordarsi/Foalaconvenienzaelaconvivenza.html

[foto archivio la Repubblica]

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Riviste/ Stati Uniti d’Europa

14 Settembre 2008 Nessun commento

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Leggere alcune delle lettere che Rossi e Spinelli si sono scambiati nel periodo conclusivo del conflitto mondiale è stato per me di grande conforto, in una fase, quale quella attuale, in cui la sinistra è afasica, povera d’idee, bloccata. Mi hanno colpito l’entusiasmo profuso nel lavoro politico quotidiano, la creatività delle soluzioni prospettate, la speranza di poter costruire una società europea finalmente libera, fondata sulla giustizia sociale, quale premessa perché non vi fossero più guerre. Un altro aspetto merita di essere evidenziato: sia Rossi che Spinelli sono capaci di dialogare con un ampio ventaglio di interlocutori, appartenenti ai più diversi schieramenti dell’antifascismo, compresi quelli d’ispirazione cristiana e conservatrice, con un respiro internazionale sorprendente, se solo si pensa che il continente era ancora attraversato dagli eserciti in conflitto. La battaglia per la federazione europea è un altro di quei terreni di lotta sui quali la sinistra (nostrana ed europea) è arretrata, accettando – di fatto – il modello sovranista e grettamente capitalista delle destre conservatrici.  Una concezione dell’unità europea fondata sugli interessi delle classi popolari, sul pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza, sulla ricerca dell’emancipazione delle donne e degli uomini che le nostre società accolgono, è essenziale perché fiorisca una rinnovata fiducia nel progetto. In altri termini, è più che mai necessario ritrovare lo spirito del Manifesto di Ventotene, prendere esempio da Rossi, Spinelli e Colorni. [S.Z.]

Dalla presentazione della rivista, n. 15, anno VI, estate 2008 (allegata a Critica liberale).

È un piccolo piacere, ma neanche tanto piccolo, che fra i risultati delle attività del Comitato nazionale per le celebrazioni del centesimo anniversario della nascita di Altiero Spinelli ci sia anche l’edizione delle lettere fra Ernesto Rossi e “Ulisse” qui presentate.


Piacere a più ondate, per così dire, sia per il contenuto in sé della scelta, o florilegio, del carteggio intrattenuto dai coautori del Manifesto di Ventotene nella fase nascente dell’epopea federalista, quella resistenziale. Ma non meno per la consapevolezza che Piero Graglia, autore della recentissima biografia di Spinelli, edita dal Mulino e recensita in questo numero di “Stati Uniti d’Europa”, ha messo a disposizione di amici (ed editori) l’intera corrispondenza Rossi-Spinelli del ‘43-’45, da lui curata con dedizione pluriennale, nella ragionevole speranza che venga presta interamente pubblicata. Ed anche in questo caso il Comitato nazionale Altiero Spinelli è pronto a concorrere all’impresa.


Però, appunto, il merito maggiore del Comitato, istituito nel 2006 per decreto del ministro dei Beni e delle Attività Culturali sotto l’alto patronato del Capo dello Stato, è stato quello di associare, valorizzandone gli apporti, tutte le personalità, pubblicazioni, istituzioni ed associazioni interessate alla cultura del federalismo europeo e alla sua diffusione, come elemento fondante dell’identità della nostra repubblica e dell’Unione europea.


Da questa attività, decisamente intensa, sono nati anche i contatti fra Piero Graglia, Enzo Marzo, instancabile animatore di “Critica liberale” (più iniziative millanta), e “Stati Uniti d’Europa”. Contatti che non si fermeranno certo a questo pur incoraggiante inizio, ma promettono ulteriori ricadute, sia sul fronte editoriale, come accennato, sia nel contesto dei “Colloqui Altiero Spinelli”, realizzati con una certa regolarità dal Comitato omonimo in collaborazione con l’Agenzia Ansa, e il suo stimatissimo direttore, Giampiero Gramaglia.


“Stati Uniti d’Europa” potrà proporre al pubblico i contenuti, con relativa scienza, dei Colloqui Spinelli, come fa oggi con il carteggio fra “Esto” e “Pantagruel”. Interessante prospettiva. Impegno preso.


Francesco Gui, Segretario del Comitato nazionale Altiero Spinelli.


Per approfondire:


Comitato nazionale per il centenario dalla nascita di Altiero Spinelli [contiene anche il Manifesto di Ventotene]


Gli Stati Uniti d’Europa di Ernesto Rossi

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La democrazia secondo Salvemini

8 Febbraio 2008 Nessun commento

salvemini_sorridenteContinuiamo a proporre testi ed interventi che riguardano l’immenso (e spesso misconosciuto) patrimonio ideale della sinistra democratica (non soltanto di derivazione giellista/azionista). Il periodico libertario Una città nel suo ultimo numero pubblica un’interessante intervista sul pensiero politico di Gaetano Salvemini, preceduta da questa breve introduzione:

"Per Gaetano Salvemini la democrazia è la condizione sine qua non del socialismo, così come il liberalismo lo era stato della democrazia. La grande battaglia, persa, per fare della lotta per il suffragio universale la chiave di volta per unire e riformare l’Italia. La critica radicale della dittatura leninista e della statolatria della sinistra italiana. Il laburismo inglese. Il rapporto, anche problematico, che lo legò per tutta la vita a Giuseppe Mazzini. Intervista a Sergio Bucchi."

Ecco il link per leggerla integralmente:
http://www.unacitta.it/paginealtratradizione/Bucchi.html

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