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Post Taggati ‘movimenti anni 60 e 70’

Appuntamenti Italia / Milano, presentazione Portrait

PORTRAIT

di Joyce Lussu

(L’Asino d’oro edizioni)

 

Autobiografia di una donna irriducibile: dalla Firenze degli anni Venti alla Heidelberg di Jaspers, dall’incontro con Emilio Lussu ai viaggi alla ricerca di poeti da tradurre, da Giustizia e Libertà al ’68, dalle lotte femministe a quelle del popolo curdo e infine a quelle ambientaliste.

Il libro sarà presentato da Silvia Ballestra (scrittrice), a dialogo con Marilisa D’Amico (docente di Diritto costituzionale all’Università Statale di Milano) e Mariangela Pira(giornalista).

 

Libreria Linea d’Ombra

via San Calocero, 29 – Milano

Giovedì 19 aprile 2012 – ore 18.00

 

Appuntamenti Sassari / 1968-1979. Viaggio nella cultura di una generazione

Un incontro di studi per dibattere sul periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, parabola fondamentale degli ultimi quarant’anni di vita del nostro Paese. 

Venerdì 24 giugno Palazzo di Città ospita il convegno sul tema “1968 – 1979. Viaggio nella cultura di una generazione”, iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale di Sassari e patrocinata dall’ Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, nata come occasione di accompagnamento ideale del passaggio alla Biblioteca Comunale di Sassari del Fondo Librario Alessandro Fiori, donato dalla moglie Ivana Falco. Alessandro Fiori, scomparso tragicamente in un incidente stradale il 20 luglio del 2006, è stato uno dei protagonisti più fervidi e appassionati della contestazione studentesca negli anni settanta. Con il suo apporto di idealità e vivido impegno intellettuale, ha veicolato, nella costruzione del Fondo Librario, il proprio articolato percorso, prima politico, nel Movimento, poi istituzionale e sociale, nell’esercizio della carica di Vice Prefetto, consegnando alla memoria collettiva, le preziose testimonianze del passato, per occasioni di stimolo culturale, di confronto e di crescita.

Il convegno sarà moderato dal giornalista Piero Sansonetti, già vicedirettore e condirettore dell’Unità, poi direttore di Liberazione e collaboratore del Il Riformista, attualmente direttore del quotidiano Calabria Ora e del giornale Gli Altri. 

All’incontro, i cui lavori verranno aperti a partire dalla ore 16 dal Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau e dall’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Sergio Milia, interverranno Alberto De Bernardi, professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna, studioso dei movimenti di contestazione e autore di numerose pubblicazioni in materia, il regista Antonello Grimaldi, lo studioso di storia contemporanea, Sandro Ruju, esperto dei processi di industrializzazione in Sardegna e Roberto Tumminelli, già professore di Storia del Pensiero Politico presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano e tra i fondatori del Movimento Studentesco insieme a Mario Capanna, Luca Cafiero e Turi Toscano.

Il viaggio nella cultura di una generazione, inizia con un approccio storico, rivolto all’analisi delle ragioni di un decennio (De Bernardi) per poi calarsi, attraverso i racconti di chi ha vissuto da protagonista quegli eventi, nelle voci, nei silenzi, nelle zone di luce e d’ombra degli anni 70, rievocando la nascita del Movimento a Milano (Tumminelli) e le peculiari vicende isolane, caratterizzate dai complessi rapporti con il Movimento operaio (Ruju). Grimaldi restituirà le emozioni del tumultuoso decennio di contestazione, attraverso il fermo immagine della macchina da presa, dando forma a quella realtà, favorendone visioni e interpretazioni. 

L’Incontro di studi sarà preceduto, nella mattinata del 24, alle ore 10.30, presso la Biblioteca comunale Palazzo d’Usini, da una cerimonia di consegna simbolica del Fondo, alla presenza del Sindaco, dell’Assessore alle Culture, Dolores Lai e della Direttrice della biblioteca, Cristina Cugia.

Il Fondo Librario “Alessandro Fiori” 

Il Fondo Librario è una raccolta di circa mille opere, che percorre idealmente un viaggio tra discipline di vario genere, rappresentate nel concreto da collane, volumi, atti, documenti, riviste, bollettini. Tra i generi particolarmente rappresentati, figurano quelli a carattere socio – economico e politico, che tradiscono gli interessi culturali, oltre che professionali, del suo Fondatore. 

Il Fondo ha carattere novecentesco, con una netta predominanza di edizioni degli anni Settanta (oltre un terzo dei volumi); agli anni Sessanta appartengono oltre centocinquanta volumi, seguono le oltre duecento opere edite negli anni Ottanta, mentre gli anni Novanta sono rappresentati da oltre centosessanta volumi. Il ventennio che va dal 1940 al 1960, è espresso nel Fondo da una cinquantina di volumi. Del 1901 è il libro più antico, Per la questione delle abitazioni, di Engels, cui fanno seguito due libri di musica, La mer di Debussy, stampato nel 1905 a Parigi e Chopin di Murdoch del 1938.

Appuntamenti Italia / Brescia, anniversario della strage di piazza della Loggia

COMUNE DI BRESCIA   -   PROVINCIA DI BRESCIA

CGIL   -   CISL   -   UIL

ASSOCIAZIONE FAMILIARI CADUTI PIAZZA DELLA LOGGIA

 
  

PIAZZA DELLA LOGGIA

28 Maggio 1974 – 28 Maggio 2011


SABATO 28 MAGGIO 2011

 
ore     8.30       Celebrazione Eucaristica presso il Cimitero Vantiniano
                          Presieduta da Mons. Ivo Panteghini, delegato del Vescovo
 
ore     9.30       Ricevimento in Palazzo della Loggia dei Familiari dei Caduti
 
ore   10.15       Commemorazione in Piazza della Loggia
                          Intervengono:
         Gianluigi Petteni                      Segretario Generale Cisl Lombardia
         Alessandro Tura                      Presidente della Consulta provinciale degli studenti
            Giuseppe Montanti                 Associazione familiari Caduti strage di Piazza Loggia 
 
ore   11.15            Auditorium San Barnaba, piazzetta A. Benedetti Michelangeli
  Incontro con gli studenti bresciani          Quale giustizia nella Costituzione?
Intervengono:
Adriano Paroli       Sindaco di Brescia
Daniele Molgora   Presidente della Provincia di Brescia
Giuseppe Frigo     Giudice della Corte Costituzionale
Vittorio Occorsio   nipote del giudice Vittorio Occorsio
 
Aprirà l’incontro la proiezione anteprima del documentario
Non è successo niente
a cura degli studenti della scuola di giornalismo “Walter Tobagi” dell’Università degli Studi di Milano
Tutor prof. Andrea Riscassi
 
ore   20.45            Teatro Grande
Concerto in memoria dei Caduti della strage di Piazza della Loggia

Orchestra del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo
direttore: M° Pier Carlo Orizio
violinista Uto Ughi

Appuntamenti Italia: Milano, da Piazza Fontana, a Brescia, a Genova…

Piazza Fontana dicembre 1969 – Brescia 1974 – Genova luglio 2001

L’attacco arriva al cuore della Costituzione e della democrazia

 

Assemblea  -  16 dicembre 2010, ore 20.30 
Camera del Lavoro Corso di Porta Vittoria 43 – MILANO

 

 Coordinano: Anna Miculan & Giulio Leghissa (Adesso Basta)

 Saluto: Corrado Mandreoli (CGIL)

 IntroduceVittorio Agnoletto (portavoce del GSF a Genova 2001)

 Interventi:
Livio Pepino (magistrato)

Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova)
Gilberto Pagani (avvocato)
Haidi Gaggio Giuliani
Daniele Biacchessi (autore teatro civile)
Saverio Ferrari (Osservatorio Democratico sulle nuove destre)
Giuliano Pisapia (avvocato- candidato sindaco per il centrosinistra)

ConcludeFranco Calamida (Adesso Basta)

 

Nel dicembre del ’69 e ripetutamente, negli anni successivi fino al 2001, utilizzando sanguinose stragi e complotti, nel  nostro Paese vi è stato un feroce attacco alla Costituzione e all’ordinamento democratico con il coinvolgimento diretto delle istituzioni dello Stato.  

A difendere la democrazia e a denunciare le responsabilità politiche furono, in tutte le occasioni, i giovani, i lavoratori e la società civile organizzata.

Amnesty International ha affermato che a Genova nel luglio 2001 la Costituzione fu sospesa per tre giorni.

A Genova, durante il G8, il governo Berlusconi scatenò una repressione tra le più violente della storia repubblicana: migliaia di persone che manifestavano pacificamente furono aggredite e pestate, fu fatto uso massiccio di gas lacrimogeni (ne furono lanciati oltre 6.200), fu fatto uso del gas CS vietato perfino durante i conflitti bellici, le forze dell’ordine esplosero almeno 20 colpi di pistola, decine di donne e uomini furono torturati nella caserma di Bolzaneto, 93 persone furono massacrate nella scuola Diaz. In piazza Alimonda venne ucciso Carlo Giuliani.

A quasi dieci anni di distanza il tribunale di Genova ha riconosciuto le responsabilità delle forze dell’ordine e ha condannato i vertici della polizia. Ma nessuno di loro si è dimesso e tutti sono stati promossi. Il processo per la morte di Carlo Giuliani non è mai stato celebrato.

Chi nel 2001 ricopriva le più alte cariche politiche non è mai stato indagato, anzi oggi siede ancora al governo.

Nemmeno gli esecutori e i mandanti della strage di piazza della Loggia a Brescia sono stati individuati e condannati; dopo 36 anni non ci sono colpevoli. L’omertà, i silenzi e i depistaggi a difesa della destra fascista hanno impedito che giustizia fosse fatta.  Chiediamo che l’inchiesta sia riaperta e i colpevoli condannati . Va difesa la memoria storica , vanno contrastati i tentativi di riabilitare il triste ventennio e i repubblichini . 

A Milano  il Comune  ha concesso una sede di sua proprietà ,  in Corso Buenos Aires , a Forza nuova, organizzazione di stampo nazifascista , offendendo la memoria della città medaglia d’oro della resistenza , proprio nei giorni del ricordo delle vittime di Piazza Fontana .
 

Chiediamo :  che i vertici della polizia condannati a Genova siano rimossi

                     che  non sia concessa la sede a Forza nuova  

 

Promuove : Adesso Basta!

Aderiscono: Arci , Federazione della sinistra, Sel , gruppo consiliare del Partito Democratico, gruppo consiliare lista Fò , Associazione Punto Rosso , Associazione Non uno di meno, il Popolo viola di Milano, Qui Milano Libera, unaltraLombardia .

 

www.adessobasta.it

Appuntamenti Italia / Milano, il 12 dicembre ritorna ogni anno, da 41 anni…

Cinquant’anni dopo Reggio Emilia

Reggio Emilia, 7 luglio 1960: sotto i colpi della polizia, durante una manifestazione, cadono
 

  • Lauro Farioli, operaio di 22 anni;
  • Ovidio Franchi, operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti;
  • Marino Serri, pastore di 41 anni, partigiano della 76. SAP;
  • Afro Tondelli, operaio di 36 anni, partigiano della 76. SAP;
  • Emilio Reverberi, operaio di 39 anni, partigiano nella 144. Brigata Garibaldi, commissario politico nel distaccamento "G. Amendola".


La canzone che Fausto Amodei ha scritto per loro è stata cantata nei decenni successivi per molti altri morti per la libertà dell'epoca repubblicana e democratica. Se non li si ricorda, non si avranno mai chiare le contraddizioni della democrazia italiana, che sono alla base della sua crisi attuale. 

Compagno cittadino fratello partigiano
teniamoci per mano in questi giorni tristi
Di nuovo a reggio Emilia di nuovo là in Sicilia
son morti dei compagni per mano dei fascisti 

 Di nuovo come un tempo sopra l'Italia intera
 Fischia il vento infuria la bufera 

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti 

 Son morti sui vent'anni per il nostro domani
 Son morti come vecchi partigiani 

Marino Serri è morto è morto Afro Tondelli
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti
Compagni sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti 

 Sangue del nostro sangue nervi dei nostri nervi
 Come fu quello dei Fratelli Cervi 

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna
Ed il nemico attuale è sempre ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna 

 Uguale la canzone che abbiamo da cantare
 Scarpe rotte eppur bisogna andare 

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli
e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli
Dovremo tutti quanti aver d'ora in avanti
voialtri al nostro fianco per non sentirci soli 

 Morti di Reggio Emilia uscite dalla fossa
 fuori a cantar con noi Bandiera Rossa!

Fausto Amodei, Per i morti di Reggio Emilia

FONTE: ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Appuntamenti Italia / Firenze, violenza politica e lotta armata

Regione Toscana
Diritti Valori Innovazione Sostenibilità
Istituto Storico della Resistenza in Toscana
in collaborazione con Istoreco

 
Violenza politica e lotta armata
nella sinistra italiana degli anni Settanta
 
Giornate di studio promosse da
Istituto Storico della Resistenza in Toscana

 

27-28 maggio 2010
Aula Magna del Dipartimento di Studi Storici e Geografici
Via Sangallo, 10 – Firenze
 
Programma
27 maggio ore 15.00 – 19.00
 
Simone Neri Serneri (Isrt), Presentazione dell’iniziativa
 
I sessione: Riflessioni preliminari sul caso italiano

Monica Galfré (Università di Firenze), Per una periodizzazione del caso italiano;
Marco Scavino (Università di Torino), La svolta del 1975;
Marco Grispigni (ricercatore indipendente), Peculiarità del caso italiano;
Christian De Vito (ricercatore indipendente), La lotta armata e la «questione delle carceri»;
Discussant: Simone Neri Serneri (Isrt – Università di Siena).

28 maggio – ore 9.00-10.30

 
II sessione: Retoriche
 
Silvia Casilio (Università di Macerata – Isrec), “Pagherete caro, pagherete tutto!”. La violenza politica nelle riviste della sinistra extraparlamentare;
Barbara Armani (Cise, Università di Pisa), La retorica della violenza nella stampa della sinistra radicale (1967-1977);
Isabelle Sommier (Universitè de Paris 1 Panthéon-Sorbonne), La legittimazione della violenza: ideologia e tattiche della sinistra extra-parlamentare;
Discussant: Vittorio Vidotto (Università di Roma “La Sapienza”)

 
ore 11.00 – 13.00
 
III sessione: Pratiche
 
Guido Panvini (Università di Macerata), Schedare il nemico. La militarizzazione della lotta politica nell’estrema sinistra (1969-1975);
Lorenzo Bosi (Eui, Firenze), Donatella Della Porta (Eui, Firenze), Percorsi di micro-mobilitazione verso l’organizzazione della lotta armata nella sinistra extra-parlamentare;
Discussant: Emmanuel Betta (Università di Roma “La Sapienza”)
 

ore 14.30 – 18.00
 
IV sessione: Luoghi e contesti
 
Vincenzo Filetti (ricercatore indipendente), Per una geografia della lotta armata;
Silvia Vaiani (ricercatrice indipendente), I Nuclei armati proletari a Firenze;
Andrea Baravelli (Università di Padova), Tra aula e tribunale. Peculiarità del terrorismo di sinistra nel contesto padovano;
Mirco Carrattieri (Istoreco), L’appartamento: alle origini del brigatismo reggiano;
Discussant: Monica Galfré (Università di Firenze)
 
Marzia Maccaferri (Istoreco) e Simone Neri Serneri (Isrt)
Conclusioni

Segreteria scientifico organizzativa:
Istituto Storico della Resistenza in Toscana
via G. Carducci 5/37 – 50121 Firenze
tel. 055 284296, fax 0552382772
isrt@istoresistenzatoscana.it – www.istoresistenzatoscana.it

Se vogliamo che almeno la storia ci dia la verità su Piazza Fontana: appello per l’accessibilità degli archivi

Aprire gli armadi non basta…

Manifesto per l’accessibilità e la trasparenza degli archivi nell’interesse dei cittadini


PREMESSA
Il 12 dicembre 2009 ricorre il 40° anniversario della strage di piazza Fontana.
Di questa storia, oggi non esiste ancora una narrazione consolidata e condivisa.
Così come non esiste per tantissime altre pagine dolorose della storia del nostro Paese.
L’Italia, purtroppo è stata segnata da fenomeni eversivi di diversa matrice. Di questo passato tragico, esistono memorie divise e in conflitto tra loro. La ricerca storica è un terreno essenziale su cui impostare un confronto civile superando antiche divisioni.
Per scrivere la storia, servono i documenti, ossia le “tracce” concrete dell’attività delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e di tutti i soggetti protagonisti della vita democratica
Questa ricostruzione passa necessariamente attraverso la buona gestione degli archivi.
In Italia dal 2007 il segreto di Stato è limitato a un massimo di trent’anni. Ma questo non ha risolto il problema: molti armadi in teoria sono aperti, ma non per questo sono accessibili.
L’accesso ai documenti necessari alle ricostruzioni storiche resta in moltissimi casi assai difficoltoso.
Spesso ci si scontra con un segreto di stato “strisciante”, anche se, formalmente, il segreto non c’è.
Esiste un nesso profondo tra la conoscenza della verità e la  convivenza civile: costruire onestà intellettuale attraverso la memoria storica è essenziale per una Nazione se vuole avere cittadini attivi e consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.
La conoscenza non formale della storia recente della nostra Repubblica è uno degli elementi portanti del nostro diritto di cittadinanza.
Solo uno Stato che non teme la verità e il confronto sugli errori del  proprio passato è uno Stato veramente democratico, in cui tutti possono riconoscersi pienamente.
Per queste ragioni, abbiamo individuato quattro aree di intervento sulle quali vogliamo richiamare l’attenzione per migliorare l’accessibilità e la trasparenza degli archivi.

 LE 4 AREE DI INTERVENTO

1) NORMATIVA SUL SEGRETO DI STATO. Piena attuazione della Legge 3 agosto 2007, n. 124 "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto di Stato” ed elaborazione dei decreti attuativi, affinché faciliti davvero e normalizzi l’accesso alla documentazione degli archivi storici degli apparati di sicurezza italiani. Il Freedom of Information Act statunitense ci pare un modello a cui è possibile ispirarsi;

2) COMMISSIONI PARLAMENTARI D’INCHIESTA. Piena accessibilità agli studiosi e ai cittadini della documentazione governativa e delle carte acquisite dalle Commissioni d’inchiesta parlamentari. In particolare, si richiede la tempestiva pubblicazione di tutti gli atti delle Commissioni parlamentari in attuazione delle relative delibere;

3) ATTI GIUDIZIARI DI RILEVANZA STORICO-SOCIALE. Attuazione di tutti quegli accorgimenti atti a garantire la conservazione dei procedimenti di particolare rilevanza storico–sociale e agevolarne la consultazione; ad esempio, si caldeggia un proseguimento e ampliamento dei progetti di digitalizzazione in corso;

4) ARCHIVI DI STATO. Assicurare che si applichi con regolarità e tempestività il versamento delle carte dagli archivi correnti agli archivi storici (art. 41 del codice dei Beni Culturali) e garantire agli archivi storici, che sono una colonna portante della nostra democrazia (ma spesso vengono trascurati come fossero una “Cenerentola” della cultura) risorse, personale e spazi fisici per tutelare al meglio quel patrimonio che può aiutarci a conoscere ed elaborare le pagine più difficili e tormentate della storia dell’Italia repubblicana.


Sono richieste concrete, che disegnano un percorso non breve, ma necessario, per onorare nel modo migliore, nella ricorrenza del 12 dicembre, le 18 vittime di piazza Fontana:

GIOVANNI ARNOLDI
GIULIO CHINA
EUGENIO CORSINI
PIETRO DENDENA
CARLO GAIANI
CALOGERO GALATIOTO
CARLO GARAVAGLIA
PAOLO GERLI
LUIGI MELONI
VITTORIO MOCCHI
GEROLAMO PAPETTI
MARIO PASI
CARLO PEREGO
GIUSEPPE PINELLI
ORESTE SANGALLI
ANGELO SCAGLIA
CARLO SILVA
ATTILIO VALLE’

  
Primi firmatari:
- Associazione “Piazza  Fontana  12   Dicembre  69  –
- Centro Studi e iniziativa sulle stragi politiche degli anni  70”
- Licia, Claudia e Silvia Pinelli
- Associazione familiari dei caduti di piazza della Loggia e “Casa della memoria” di Brescia
- Fondazione Roberto Franceschi, Milano
- Daniele Biacchessi giornalista e scrittore

Appuntamenti Italia / Milano, il libro di Licia Pinelli

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA
Facoltà di  Scienze della Formazione
Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”
Piazza Ateneo Nuovo 1

 
GPinelli.jpgPresentazione del libro

Una storia quasi soltanto mia
di Licia Pinelli e Piero Scaramucci

 Una occasione di riflessione sul passato utile al presente

Martedi 24 novembre – h.10.00
Edificio U7 Aula 1- piazza Ateneo Nuovo 1, Milano

 

Introduzione di Ottavia Albanese e Andrea Saccoman
Presentazione di Piero Scaramucci
Interventi di Roberto Moscati e Carlo Smuraglia

Licia Pinelli risponde alle domande dei partecipanti
Riflessioni conclusive di Marcello Cesa-Bianchi

Con la collaborazione dei colleghi delle Facoltà di Giurisprudenza, Psicologia, Sociologia.

Appuntamenti Italia / Roma, un libro e un film su Guido Rossa

GUIDO ROSSA

 

presentazione del libro di Paolo Andruccioli «Il testimone»
e del film di Giuseppe Ferrara «Guido che sfidò le Brigate Rosse»

Roma, martedì 24 novembre, ore 17.30
Libreria Bibli, via dei Fienaroli 28

Partecipano
Giancarlo De Cataldo - magistrato e scrittore
Valentino Parlato - direttore de "il manifesto"
Gianni Rinaldini - segretario generale della Fiom Cgil

Saranno presenti l’autore del libro e il regista del film

 

A trent’anni dall’uccisione di Guido Rossa per mano delle BR a Genova, torniamo a raccontare quei fatti per la loro importanza storica e per il messaggio politico e morale che contengono. La morte di Guido Rossa è stata uno spartiacque nel percorso di sangue del terrorismo «rosso»: per la prima volta le pallottole brigatiste uccidevano un operaio, delegato del Consiglio di fabbrica, iscritto al PCI, accusato di essere una «spia berlingueriana». Ma la decisione di Guido Rossa di denunciare Berardi (Cesare), il «postino» delle BR all’Italsider, ha rappresentato anche uno spartiacque nella storia della militanza politica. Dal quel 24 gennaio 1979, a un anno dall’assassinio di Aldo Moro, lo slogan «Né con lo Stato, né con le BR» che aveva avuto per alcuni anni una certa fortuna, venne cancellato per sempre.

Paolo Andruccioli, giornalista, lavora a Rassegna Sindacale, dopo essere stato caporedattore del quotidiano il manifesto e poi dell’agenzia di stampa «Redattore sociale».
 

Il film
Guido che sfidò le Brigate Rosse
di
Giuseppe Ferrara

È il ritratto di un italiano fuori del comune e non solo per la morte cui andò incontro. Guido Rossa era un operaio con un talento meccanico spiccatissimo e un impegno politico e sindacale altrettanto forte. In fabbrica, scrive Morando Morandini nel commento al film, «praticò la sua vocazione di consigliere e amico degli uomini. Basta vedere nel film come reagisce Massimo Ghini, nei suoi panni, all’insulto di spia, per aver denunciato un altro operaio che distribuiva i volantini delle BR in fabbrica. Bel modo di ragionare, dice Massimo Mila nella commemorazione tenuta a Torino nel 1982: un operaio non deve denunciare un altro operaio, un banchiere un altro banchiere, cane non mangia cane, lupo non morde lupo. Questa teoria ha in Italia una lunga storia e un nome preciso: camorra, mafia, spirito di corpo, e nega i valori della verità e della giustizia». Diretto da Giuseppe Ferrara nel 2007, il film si avvale della partecipazione di Masimo Ghini, Anna Galiena, Gianmarco Tognazzi, Elvira Giannini, Mattia Sbragia.

Giuseppe Ferrara, regista, ha diretto, tra gli altri, i film: Il sasso in bocca, Il caso Moro, Giovanni Falcone, Segreti di Stato, I banchieri di Dio.

Info
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Via di Porta Tiburtina 36 – 00185 Roma
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