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Post Taggati ‘elezioni politiche 2008’

Elezioni 2008 / Ad urne chiuse

Termopili
Konstantinos Kavafis

Onore a quanti in vita
si ergono a difesa di Termopili.
Mai che dal dovere essi recedano,
in ogni circostanza giusti e retti,
agendo con pietà con tenerezza
generosi se ricchi, generosi
ugualmente quanto possono se poveri,
conforme ai loro mezzi sempre sovvenendo
e sempre veritieri ma senz’astio
verso coloro che mentiscono.

E un onore più grande gli è dovuto
se prevedono (e molti lo prevedono)
che spunterà da ultimo un Efialte *
e che i Medi finiranno per passare.

* Efialte (in greco ?φι?λτης, anche se nelle Storie di Erodoto compare come ?πι?λτης = Epialtes), figlio di Euridemo della Malide, era un greco che nel 480 a.C. tradì gli spartani di Leonida I, indicando ai persiani di re Serse I la via per aggirare l’esercito nemico, che era attestato al passo delle Termopili e che stava resistendo agli attacchi persiani. [da Wikipedia]

Elezioni 2008 / Ad urne aperte

200px-Cavafy1900

 

Aspettando i barbari

Konstantinos Kavafis

 

 

 

 

Che aspettiamo, raccolti nella piazza

Oggi arrivano i barbari.

Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori
Quando verranno le faranno i barbari.

Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari.

L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.

Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei ceselli tutti d’oro e argento?

Oggi arrivano i barbari
e questa roba fa impressione ai barbari.

Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.

Perché d’un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti seri!)
Perché rapidamente e strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

(Poesie, Milano, Mondadori 1961. Trad. di Filippo Maria Pontani)

 

Kostantinos Petrou Kavafis (Alessandria d’Egitto29 aprile 1863 – Alessandria d’Egitto29 aprile 1932) è stato un poeta e giornalista greco.

Kavafis era uno scettico che fu accusato di attaccare i tradizionali valori della cristianità, del patriottismo, e dell’eterosessualità, anche se non sempre si trovò a suo agio nel ruolo di anticonformista.

Pubblicò 154 poesie ma molte altre sono rimaste incomplete o allo stato di bozza. Le poesie più importanti furono scritte dopo il suo quarantesimo compleanno.

(foto e testo da Wikipedia) 

Le elezioni e i Circoli GL: un intervento di Guido Albertelli

GL simbolo 01

Pubblichiamo volentieri una riflessione di Guido Albertelli, presidente del Circolo Giustizia e Libertà di Roma, sulle elezioni e sul ruolo del Circolo (ma anche di tutti i Circoli della Federazione GL) nella fase elettorale e soprattutto dopo.

SULLA CAMPAGNA ELETTORALE

 

Il Circolo è apartitico pur raccogliendo  soci di varie fedi politiche all’interno del centro sinistra e cerca di dare spazio a tutte le componenti. Ai dibattiti organizzati sono intervenuti esponenti del PD, dello SDI, della Sinistra Arcobaleno..

La campagna elettorale è di fatto povera di discussioni su temi come la laicità,i diritti civili, il Mezzogiorno, la scuola e la memoria. E’ evidente una scelta di evitare argomenti delicati all’interno degli schieramenti.

Noi, penso, non possiamo dirci soddisfatti poiché questo orientamento si pagherà dopo le elezioni che confermeranno un’altra volta la spaccatura del paese, spaccatura sulle persone e non sulle idee. Questo comporterà divisioni all’interno del Parlamento perché mancheranno personaggi rilevanti ed influenti che possano fare da punti di riferimento.

Dove sono i La Malfa, i De Gasperi, i Nenni, i Berlinguer, i Croce?

Che succederà se perderemo questa partita? Gli ideali, le memorie, lo stile, il rispetto e l’amore per gli interessi generali da chi saranno interpretati? Lo scoramento ci prende ma non abdichiamo ad impegnarci affinché il senso della vita dei nostri padri, delle nostre famiglie, non si perda, non si dimentichi, non venga offeso. Battaglia persa? Se coloro che combatterono il fascismo e nella Resistenza avessero dovuto pesare i loro nemici, avrebbero dovuto sentirsi deboli e pochi, ma la battaglia invece fu vinta dopo lunghi anni di lotta e di sacrifici.

Noi non ci sentiamo quindi nè demotivati nè isolati. Noi sogniamo la bella politica ma, se non c’è, vorremmo che si realizzassero almeno le condizioni per. poterla sperare. E’ per questo che siamo contro l’astensione.

Il Circolo è alleato naturale di tutte le realtà della società civile ( movimenti, associazioni,fondazioni) che si battono per ideali laici e riformisti simili, restando disimpegnato dalle posizioni partitiche eventualmente da loro espresse. Il Circolo è fiero della sua tradizione indipendente legata ai valori della libertà  e alla memoria da trasmettere a coloro che diventeranno, in caso di pericolo, difensori di democrazia.

Nulla è certo sui risultati di queste elezioni. Battiamoci quindi con impegno perché la sorte qualche volta è amica della gente eticamente perbene e potrebbe ricordarsi  dei molti che non sanno di esserlo ed hanno bisogno di essere protetti.

                                                                                              Guido Albertelli

 

Roma, 2 aprile 2008

Elezioni 2008 / Appello della FIAP romana per un voto antifascista

fiap-logoF.I.A.P. Federazione Italiana Associazioni Partigiane telefax:06/ 321.58.09 = 06/ 58.10.590

(Ente morale – D.P.R. 20.11.1963)

Comitato provinciale e regionale Roma e Lazio

e-mail: federgielle@fastwebnet.it

   

Cari amici,

                    siamo vicini alle elezioni e le nostre scelte elettorali segneranno per i prossimi anni il cammino della nostra democrazia  e del nostro futuro. La nostra associazione per i suoi fini istituzionali non è legata ai partiti della politica italiana, tuttavia, quando taluni schieramenti vogliono minare i valori fondanti della Repubblica una scelta di campo è doverosa. L’on. Dell’Utri ha dichiarato che in caso di vittoria del centrodestra i libri di storia saranno revisionati e liberati dalla retorica della Resistenza. La storia la scrivono gli storici e non le fazioni politiche vincenti.  Solamente nei regimi dittatoriali la storia viene imposta d’imperio. Evidentemente l’on. Dell’Utri nutre una vocazione segreta e questa sua determinazione ne è una conferma.

Del resto il suo leader l’on. Berlusconi ebbe a dichiarare che durante il ventennio  i confinati politici antifascisti erano in villeggiatura, aggiungendo che il fascismo è stata una dittatura leggera.  Lo stesso Berlusconi ebbe a dichiarare che la nostra Costituzione è ”bolscevica“ e quindi va modificata.

Sono affermazioni gravissime, significative e sottovalutarle è pericoloso per il futuro della nostra democrazia. Del resto il partito Il Popolo della Libertà è formato da postfascisti di Alleanza nazionale e fascisti dichiarati come Ciarrapico e l’on. Mussolini. Se a questi si aggiunge un movimento secessionista come la Lega Nord con i “fucili” di Bossi il quadro è completo.

La scelta degli italiani liberi e coscienti non può che essere per coloro che, oggi, possono garantire la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione.

Il sacrificio dei caduti per liberazione dal nazifascismo  non può essere vanificato.

 

Vittorio Cimiotta

Presidente F.I.A.P. – Comitato di Roma

  

00165 Roma Via San Francesco di Sales, 5 – tel.06 6876543

Elezioni politiche 2008/ Votiamo antifascista!

Elezioni politiche 2008: ecco i simboli dei partiti che si richiamano esplicitamente al fascismo o che hanno candidato esponenti fascisti di primo piano.


VOTIAMO ANTIFASCISTA!

¡No pasarán!


Oscurato su richiesta di Roberto Fiore, Il docu-film sui "cuori neri" di oggi. "Nazirock" censurato in sala – Silenzio bipartisan di stampa e tv

di Boris Sollazzo, Liberazione, 9 aprile 2008

Se siete tra quelli che si strappano i capelli per i precedenti penali di Silvio Berlusconi, vi siete mai chiesti perché della condanna a nove anni per banda armata di Roberto Fiore, capo assoluto di Forza Nuova, non si parla mai? Anzi, Vespa e Mentana lo invitano e lo intervistano con i guanti bianchi, non chiedendogli mai conto dei raid punitivi che i "suoi" ragazzi compiono tutt’ora. «Né gli hanno mai mostrato spezzoni del mio film, come quello in cui su uno striscione in un suo raduno c’è scritto "Più nazifascismo". Lo ha fatto solo Formigli a Sky Tg24». A parlare è Claudio Lazzaro, già giornalista e inviato di guerra e da pochi anni documentarista impegnato, che ha deciso di fare informazione e inchiesta attraverso l’immagine cinematografica. Ha aperto la Nobu (che sta per no budget) dove attraverso le tecnologie a basso costo e la quasi assenza di finanziamenti cerca (e trova) un percorso di libertà e indipendenza.

Così nacque Camicie verdi , sulla Lega Nord, così ora è nato NaziRock , piccolo capolavoro sui giovani dell’estrema destra e la loro musica, dalla loro Woodstock (Viterbo 2006) ai gruppi "underground". Troppo vero e pericoloso, forse, e così l’hanno censurato. Vizio consueto di un’Italia terrorizzata dalle voci fuori dal coro, ma non da saluti romani e inni alla violenza. «Volevo raggiungere i giovani, quelli con meno dimestichezza con le librerie (l’opera è nella collana "Feltrinelli Real Cinema", in vendita dal 3 aprile) e più inclini a cadere nella trappola dei falsi miti. Dal 4 aprile il film doveva essere a Roma al Politecnico Fandango e a Milano all’Anteo, ma una diffida dei legali di Forza Nuova ha bloccato tutto: si preannunciava una causa nei miei confronti, per diffamazione – ovviamente nessun passo in tal senso è stato ancora fatto – e di conseguenza anche verso chi avrebbe proiettato NaziRock (oltre al danno la beffa: la diffida sottolinea l’assenza della liberatoria per le canzoni!). Le sale hanno annullato tutte le proiezioni. La censura è stata subito introiettata da tutti: silenzio mediatico, alcune librerie non vendono più neanche il cofanetto. L’intimidazione è riuscita, ho anche ricevuto mail da molti cineclub romani che volevano, tutti insieme, proiettare il film, in reazione a quanto avvenuto. Ma che si dicevano impossibilitati a farlo perché non sapevano come difendersi da eventuali spedizioni punitive. Un clima mostruoso». Quello che Fiore & C. sanno fare meglio. Ma c’è chi, avendo fatto la Resistenza, di loro non ha paura. «L’Associazione dei partigiani ha lanciato una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione (il 25 aprile alla Casa della Memoria e della Storia a Roma), ma se ne assume anche la responsabilità morale e giuridica. Lo ha fatto con Massimo Rendina, due infarti e ultraottantenne, che mi ha chiamato con voce sofferente dall’ospedale dopo aver visto Nazirock ».

A Fiore sono bastati dei filmati su youtube, nonostante i molti illustri intellettuali di destra (sembra un ossimoro, ma esistono) che avevano riconosciuto l’onestà intellettuale di Lazzaro. E’ chiaro che la paura del ducetto italo-londinese è tutta elettorale. « Camicie verdi uscì due mesi prima del referendum sulla devolution e mostrò agli italiani la vera faccia di chi gliela stava vendendo e anche ora, questo film potrebbe essere utile per capire chi sta sulle liste elettorali. Di quelli che compaiono di fronte alla mia macchina da presa, Alessandra Mussolini sta con Berlusconi, Luca Romagnoli – che dice di non avere elementi per confermare o negare le camere a gas – con Storace e Santanchè, e Roberto Fiore corre da solo. Il problema di questo sdoganamento è serissimo».

E’ soprattutto anticostituzionale e illegale, la procura di Roma sta valutando, in seguito alla visione del film, di aprire indagini per incitamento alla violenza e apologia di fascismo. Ma Lazzaro rimane solo, nessun politico a invitarlo a un suo comizio, a offrirgli uno schermo, né tantomeno i colleghi giornalisti. «E’ un paese, il nostro, sconvolto dalla paura del cambiamento, non sa cavalcarlo, soprattutto i giovani non hanno gli strumenti culturali per capirlo e si rifugiano nella mentalità reazionaria: no agli stranieri, no all’emancipazione della donna, no a tutto. Certe ideologie sono la trappola in cui cadono. La conoscenza della storia, l’istruzione potrebbe "salvarli" ma la società non gli ha dato nulla di tutto questo». E ora gli nega anche un film che potrebbe farli riflettere, lasciandoli in balia di questa «industria della paura, di cui loro sono le prime vittime».

E poi qualcuno ha la faccia di tolla di affermare che la Resistenza è ormai un articolo di antiquariato, di cui i libri di storia possono tranquillamente fare a meno. Occhio a non prendere sotto gamba il problema del neofascismo. Noi non abbiamo ancora dimenticato le spedizioni squadriste di Roma e di Cagliari , quelle del 2008, mica del 1922! (Sulle pagine di questo blog  gli interventi che denunciano la pericolosità delle diverse fazioni dell’estrema destra sono stati numerosi e approfonditi: invitiamo a rileggerli.)

Elezioni 2008 / Wojtyla ha cambiato il mondo!

Ruinelli 01

Premetto che non stravedo affatto per il Partito Socialista: non solo per quello che è ora, tanto meno per quello che è stato fra il 1976 e il 1992; ma nemmeno per il ruolo che ha giocato nella storia dell’Italia repubblicana, prima consegnando la sinistra all’egemonia del PCI togliattiano, poi adeguandosi allo stile di governo democristiano fino a superare il maestro. Nelle sue varianti socialista ortodossa PSI e socialdemocratica PSDI, la corrente politica socialista mi sembra una delle massime responsabili del disastro italiano, e questo malgrado il giudizio su molti dei suoi uomini ed atti non possa che essere positivo (ma non si può continuare a guardare Lombardi e Pertini per fingere che non siano esistiti Craxi, De Michelis e Cicchitto).

Una persistente volontà di "rifare" il partito (schierandosi di volta in volta al centro, destra o sinistra) ha attraversato l’area socialista nell’era post-tangentopolizia, almeno quella parte che non se n’è andata direttamente con Berlusconi, alla quale peraltro tutto si può dire ma non di non aver sviluppato con estrema coerenza le linee fondamentali del tardo socialismo italiano in versione craxiana. L’esito è stato una ricostituzione che continua pervicacemente a mettere in prima fila tutte le brutte facce di un tempo, e che in tutta franchezza appare un’operazione sinistramente necrofila: peraltro non meno di quanto non lo siano le corrispondenti operazioni che pretendono di "rifare" il Partito Repubblicano in casa berlusconiana (sarebbe come se Michele Sindona avesse strappato ad Ugo La Malfa la segreteria del PRI, con tutto il rispetto dovuto alla memoria di Sindona che confronto ad altri politici di oggi era magari un galantuomo) o sotto insegna veltroniana, in allegra convivenza con i peggiori clericali che oggi circolino per l’Italia, paese che in questo ramo vanta un’esperienza senza rivali. Tutto questo ovviamente, gli uni e gli altri, senza la minima ombra di riflessione auto-critica e sempre continuando ad agitar bandiere (laicità, diritti di libertà, salvaguardia delle nobili tradizioni, salvezza della patria etc.) alle quali assolutamente nulla corrisponde in termini di azione politica.

Proprio per questo mi pare invece degna di attenzione questa dichiarazione del candidato socialista a sindaco di Roma, che traggo dalla newsletter de "L’Avvenire dei Lavoratori", giornale socialista del Canton Ticino che inalbera orgogliosamente l’insegna di "più antica testata della sinistra italiana, fondata nel 1897" e fornisce una efficace dimostrazione di come un’eredità politica e giornalistica di antica data possa essere dignitosamente proseguita anche sbarcando sul terreno dei nuovi mezzi di comunicazione. ADL ha un sito internet e soprattutto una newsletter che tutti i santi giorni sforna notizie, commenti e interventi. Sarà che sono socialisti svizzeri, e non italiani… ma li si legge molto molto volentieri.

La dichiarazione di Grillini merita attenzione soprattutto perchè rompe il conformismo buonista che – in materia di Chiesa, cattolici, Vaticano, cardinali, papi etc. – sembra dilagare anche a sinistra. Non parlo della sinistra clericale del PD, dalla quale c’è ormai da aspettarsi di tutto, ma di quella che afferma spesso e volentieri di voler essere e fare altro, senza praticamente mai comportarsi in modo conseguente, soprattutto quando questo ponga a rischio candidature, posti, "visibilità" etc. Tre anni fa, all’avvicendamento sul Sacro Soglio, se ne sono viste e sentite delle belle, anche in Sardegna oltre che in Italia: ben venga chi quanto meno rompe l’ipocrisia e dice e scrive ciò che in non pochi pensano.

Quanto al votarlo, Grillini, faccia un po’ chi legge ed è elettore a Roma: a Sassari siamo già sufficientemente indaffarati a cercare di sottrarre il nostro, di sindaco, dall’abbraccio di una maggioranza clericale, fondamentalista, omofoba o comunque subalterna a questo tipo di atteggiamenti… No, chi ha detto che è una maggioranza di centrodestra?, tutto sbagliato: il centrodestra a Sassari è all’opposizione e fa ovviamente la propria parte (cioè è quasi in blocco su posizioni clericali, fondamentaliste etc.); è la maggioranza di centrosinistra, con in testa la Margherita (ma praticamente tutto il PD, oltre a qualche alleato "laico") ad essere più papista del papa.

Il testo è tratto dalla newsletter ADL del 2 aprile 2008, così come il ritratto dell’on.card. Ruinelli, versione capitolina di altro e perfino più inquietante ircocervo iconografico e politico aggirantesi in questi giorni per i bei campi d’Italia. Altro che l’ircocervo azionista del buon don Benedetto…

A.B.

Brevissima - Wojtila e i laici

Grillini: "Rutelli ha ragione. Wojtyla ha cambiato il mondo"


“Come dice Rutelli è assolutamente vero che il precedente papa ha cambiato il mondo; ma lo ha cambiato in peggio”. Lo afferma il parlamentare socialista Franco Grillini, candidato sindaco per Roma che con la propria valutazione critica spezza l’unanimismo del mondo politico italiano nel terzo anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo II.

    “E’ stato il papa – argomenta Grillini – che ha rovesciato il Concilio Vaticano II e il suo messaggio di dialogo e rinnovamento. È stato il papa che ha cancellato la teologia della liberazione. È stato il papa che ha cancellato qualsiasi dissenso interno alla chiesa cattolica. È stato il papa che ha imposto il moralismo sessuofobico e omofobico come centro del messaggio della chiesa. In quanto a omofobia poi, forse solo l’attuale pontefice batte il precedente".

    "Le dichiarazioni entusiastiche di Rutelli su Wojtyla – continua Grillini – dimostrano quello che i socialisti stanno dicendo da tempo e cioè che Roma corre un serio rischio clericale”.

 



Elezioni politiche 2008/ Veltroni, dal buonismo al cattivismo

veltroniGrazie

Mi scusi Veltroni, ma lei non pensa che la castrazione chimica per i pedofili sia come amputare la mano ai ladri?
«Non ci avevo pensato, grazie del suggerimento».


(La Jena questa volta ha affilato ben bene le zanne, da La Stampa di oggi.)an.fon_container{
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Elezioni politiche 2008 in Sardegna/ Manifestazione a Sassari per costruire la Sinistra Arcobaleno

Aperti come siamo alle istanze di partecipazione dal basso che riteniamo indispensabili per un vero rinnovamento della politica, vi invitiamo a leggere il manifesto redatto dagli autoconvocati sassaresi della Sinistra Arcobaleno.

Manifesto ''Costruiamo insieme la Sinistra Arcobaleno''

Per scaricare il "Manifesto" in formato pdf clicca sull’icona a sinistra e poi salva il file.


Il manifesto sarà presentato e discusso a Sassari il prossimo lunedì 25 febbraio alle ore 17.30 presso la sala dei Vigili urbani.

Da oggi il nostro Circolo mette a disposizione una tribuna elettorale: fatene buon uso!


Suore in fila per votare alle primarie del 2005
[www.unavoce-ve.it]


Cari compagni del Circolo Giustizia e Libertà di Sassari, potete ospitare un mio personale sfogo su come sta andando la campagna elettorale? Le pagine dei quotidiani mi sono precluse, i forum di partito sono troppo dispersivi e poi non ho tessere in tasca, voglio ragionare da uomo libero; ancora… le assemblee cui mi capita di assistere oscillano fra l’allineamento dei vecchi comunisti “trinariciuti” e il vociare scomposto della “base movimentista”, e finiscono senza concludere un bel nulla.

Ve lo confesso: sono orientato a votare la sinistra arcobaleno (“La Sinistra”, per l’unità; “L’Arcobaleno”, per la pluralità delle sue anime), però…

Però mi chiedo: non è che il mio voto rafforzerà le cariatidi sempre più decrepite delle segreterie partitiche che hanno messo in pista l’arcobaleno?

… non sarà che subito dopo le elezioni, quale che sia il risultato, la sinistra arcobaleno se ne andrà a ramengo e così pure le residue speranze di una sinistra unita e plurale?

… non rivredrò per caso la guerra per bande che ha lacerato i partiti della sinistra nel recente passato?

… non leggerò un programma elettorale barricadiero buono per raccattare qualche voto di protesta senza la minima possibilità di essere realizzato?

Spero che almeno qualcuno dei vostri lettori si riconosca un po’ nei miei dubbi.

Grazie della vostra ospitalità. A buon rendere.

Nino Ruiu


Caro Ruiu, intanto ti ringraziamo per la fiducia che ci hai accordato. Il tuo sfogo (se vogliamo anche troppo moderato rispetto a quello che sta accadendo, non solo a sinistra) lo pubblichiamo con piacere, anzi ci dai il destro per inaugurare una rubrica “a tempo” dedicata interamente alla campagna elettorale, una specie di tribuna franca nella quale ospitare non solo sfoghi corroboranti per il sistema cardio-circolatorio dell’elettore medio della sinistra (magari preliminari ad un più sereno inghiottimento di futuri rospi) ma soprattutto analisi, proposte, appelli, denuncie (la nobile e terribile arte della denunciation nella quale eccelleva Marat, per intenderci). Non facciamoci scippare, per l’ennesima volta, la politica dai politicanti. Aux armes, citoyens!