I Sardi nella Resistenza

Il 25 aprile, i sardi e la Resistenza
Numerosi i giovani dell’isola che presero parte alle lotte antifasciste, ma le loro vicende non sono state raccontate
di Manlio Brigaglia, La Nuova Sardegna, 24 aprile 2012.

Piero Borrotzu

Piero Borrotzu

I sardi e la Resistenza. È un tema ancora tutto da indagare. Meglio. Sono centinaia di storie, molte delle quali non sono state ancora raccontate. Soltanto in questi giorni, per esempio, un gruppo di ricercatori ha riassunto in un documentario di 55 minuti (“Geppe e gli altri”) una lunga testimonianza del cagliaritano Nino Garau. classe 1923, comandante partigiano, nome di battaglia “Geppe”, catturato dai tedeschi e selvaggiamente torturato, come dice la motivazione della sua decorazione al valor militare, liberatore della città di Spilamberto. Bene: Nino Garau è stato a lungo segretario generale del Consiglio regionale, l’abbiamo conosciuto e in parte anche frequentato in tanti, mai nessuno ha saputo di quel suo passato non solo eroico ma anche storicamente affrontato.

Come lui, tanti altri sardi, bloccati dall’armistizio fuori della Sardegna, hanno partecipato alla lotta contro i tedeschi in Italia e fuori d’Italia, non hanno raccontato le loro storie. Come altri, peraltro, invece le hanno raccontate, primo fra tutti l’orgolese Luisu Podda nel suo libro “Dall’ergastolo”, che meritò il Premio Viareggio Opera prima. Ma torno al discorso su quelli che “non hanno raccontato”. Perché? Forse capitò loro lo stesso fenomeno che fu quasi generale fra quanti tornarono vivi (malvivi) dai lager tedeschi, forse per rancore contro la cattiva accoglienza che avevano ricevuto al rientro in patria; per altri, come per il dottor Garau, forse, un moto di ritegno, la decisione di non partecipare a qualche festival reducista. Forse anche tristezza per l’Italia che venne fuori dai loro sacrifici.

Solo quest’anno Aldo Borghesi ha quasi concluso una ricerca sui deportati politici sardi nei lager tedeschi: ne ha contati almeno 250, pareva che non ne sapesse nulla nessuno.

Naturalmente, quel pezzo di storia italiana fatto dai sardi non è del tutto sconosciuto. A parte figure “storiche” come Emilio Lussu, che fu (anche) uno dei capi della Resistenza romana e come Bastianina Musu Martini, madre di Marisa Musu, la ragazza gappista di via Rasella, esistono, a ricordare quei tempi, la grande sintesi di Simone Sechi e le memorie di Dario Porcheddu, disponiamo di numerose ricerche come quella di Martino Contu sui sardi fucilati alle Fosse Ardeatine e quelle di Paolo Pulina sui tredici avieri giustiziati a Sutri, oppure su uomini come l’ittirese Gavino Cherchi, l’oranese Piero Borrotzu, il dorgalese “Libero” Pranteddu, , il tempiese Fausto Cossu, comandante di una divisione di “Giustizia e Libertà” che liberò il paese di Bobbio, il teresino Andrea Scano, commissario politico delle brigate che operavano tra l’Alessandrino e Genova. Ci sono dieci medaglie d’oro in ricordo del sacrificio di tanti, 34 d’argento e altrettante di bronzo.

La storia di Luisu Podda e dei più che cento barbaricini (soprattutto bittesi, orgolesi, orunesi) che combatterono nella zona di Trieste sarà raccontata in un libro che deve uscire a giorni: lo hanno curato Bore Muravera, Piero Cicalò, Pietro Dettori e Natalino Piras, titolo “Pitzinnos, Pastores, Partigianos”. Protagonisti soprattutto due ragazzi bittesi, Giorgio “Gioglieddu” Sanna, 20 anni il giorno dell’armistizio, e Nenneddu Sanna, 19, ma insieme con loro tanti altri giovani barbaricini. Ma c’è un episodio che si svolge proprio in Sardegna. È quella che gli storici chiamano “La battaglia della Maddalena”, raccontata più volte da Giancarlo Tusceri. È la storia della battaglia che un gruppo di marinai, soldati e carabinieri ingaggiarono nell’isola il 13 settembre con i tedeschi che l’avevano occupata di sorpresa. Ci furono 24 morti italiani, dei quali molti sardi, e 8 tedeschi. Insieme all’episodio romano di Porta San Paolo, è uno dei primi eventi della Resistenza italiana.

Appuntamento a Sassari per il 25 aprile 2012 / Ore 10.30 Palazzo Ducale

NUOVO LOGO DELLA FIAP

Appuntamenti Italia / Fossoli, Leopoldo Gasparotto

FONDAZIONE EX CAMPO FOSSOLI

Sabato 21 aprile ore 17 – ex Campo Fossoli-baracca recuperata

Presentazione del libro
Leopoldo Gasparotto. Alpinista e partigiano

di Ruggero Meles

Saranno presenti l’autore e i figli Giuliano e Pierluigi Gasparotto           
   che nella mattinata incontreranno gli studenti delle scuole di Carpi          

L’iniziativa è in collaborazione con ANPI sezione di Carpi 


Il 22 giugno 1944, poco dopo le tredici, i nazisti prelevavano il partigiano Leopoldo Gasparotto (comandante delle formazioni lombarde di Giustizia e Libertà e braccio destro di Ferruccio Parri) dal campo di prigionia di Fossoli (località nei pressi di Carpi in provincia di Modena) dove era detenuto dal 27 aprile.
Il prigioniero fa appena in tempo a consegnare all’amico Ferdinando Brenna un sottile quadernetto che teneva nascosto. Dopo aver messo in salvo il suo prezioso diario Leopoldo viene ammanettato e caricato su un’auto che parte a grande velocità nella calura estiva, seguita da una motocicletta con a bordo una SS.
Percorsi pochi chilometri l’auto si ferma e Gasparotto viene fatto incamminare per una stradina di campagna dove viene assassinato con una raffica di mitra alle spalle. Aveva solo 42 anni.
Due settimane dopo, il 12 luglio, i nazifascisti avrebbero ucciso con un colpo alla nuca altri sessantasette prigionieri del campo.
Proprio nelle pagine del diario di prigionia, pochi giorni prima di essere ucciso, Leopoldo Gasparotto manifesta tutta la sua passione e nostalgia per le montagne e per gli sconfinati spazi liberi. Le spedizioni in Caucaso e in Groenlandia, l’aperture di nuove vie sulle nostre Alpi, le prime ripetizioni e le frequentazioni di alcuni tra i più forti alpinisti dell’epoca ne fecero uno tra i protagonisti sulle crode.

Il volume racconta, documentandole con pregevoli immagini raccolte dallo stesso Gasparotto, le sue avventure verticali e le tappe fondamentali della sua vita con testimonianze di chi l’ha conosciuto.
La sua partecipazione alla Resistenza appare nel libro come la naturale prosecuzione e il compimento della sua attività alpinistica. La guerra partigiana infatti, verrà affrontata con lo stesso coraggio, la medesima ironia, il medesimo rigore che lo porterà al sacrificio.

Appuntamenti Italia / Milano, presentazione Portrait

PORTRAIT

di Joyce Lussu

(L’Asino d’oro edizioni)

 

Autobiografia di una donna irriducibile: dalla Firenze degli anni Venti alla Heidelberg di Jaspers, dall’incontro con Emilio Lussu ai viaggi alla ricerca di poeti da tradurre, da Giustizia e Libertà al ’68, dalle lotte femministe a quelle del popolo curdo e infine a quelle ambientaliste.

Il libro sarà presentato da Silvia Ballestra (scrittrice), a dialogo con Marilisa D’Amico (docente di Diritto costituzionale all’Università Statale di Milano) e Mariangela Pira(giornalista).

 

Libreria Linea d’Ombra

via San Calocero, 29 – Milano

Giovedì 19 aprile 2012 – ore 18.00

 

Appuntamenti Sardegna / Tortolì, Libera Chiesa in libero Stato

ASSOCIAZIONE CULTURALE GIORGIO ASPRONI – CAGLIARI

con il patrocinio di
Comune di Tortolì

 

 

Conferenza – dibattito
LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO
I protagonisti e le idee della questione romana

 

Intervengono:
Antonio Perras - Dirigente scolastico Istituto d’Istruzione Superiore ITI Tortolì
Domenico Lerede - Sindaco di Tortolì
Roberto Pianta - Dirigente scolastico, Associazione Asproni
Nicola Gabriele - Università di Cagliari
Aldo Borghesi - ISTASAC
Christian Paolo Loddo - Associazione Asproni

TORTOLÌ
Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore ITI via Scorcu
Sabato 14 aprile 2012, ore 10:00

 

Segreteria organizzativa:
tel. 3471911640 – 3498328709

Appuntamenti Roma/Mostra d’arte

F.I .A.P.

(Federazione Italiana Associazioni Partigiane)

 Invita

i propri associati e simpatizzanti

alla inaugurazione della Mostra

IL SEGNO DELLE ORME

le strade dell’arte nella memoria del futuro

 che si svolgerà presso la

   Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5, Roma

  19 Aprile 2012, ore 17.30

La mostra proseguirà fino al 25 maggio 2012

L’iniziativa, ideata e patrocinata dalla F.I.A.P. (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) di Roma e Lazio presieduta da Vittorio Cimiotta, è promossa da Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dipartimento Cultura – Servizio Programmazione e Gestione Spazi Culturali – in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Biblioteche di Roma. La mostra è  curata da Pier Luigi Berto, Bianca Cimiotta Lami e Dario Evola. Il catalogo è edito dalle Edizioni Ensemble. La mostra è un allestimento di dipinti aventi per oggetto la Resistenza contro l’occupante tedesco e la susseguente barbarie nazista della Shoah.

Sono tante le modalità per esprimere la memoria storica. Opere altamente significative sono state espresse con la letteratura, la poesia, il canto popolare, la fotografia, il cinema e la pittura.

Carlo Levi, Renato Guttuso, Renzo Vespignani e tanti altri hanno lasciato notevoli capolavori. Richiamandosi a questi grandi maestri, oggi, i  giovani studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma si cimentano in questa memoria storica. Questo percorso rappresenta la continuità di due generazioni.

In genere si ritiene che la storia raccontata sia meno efficace di quella vissuta. Per questi giovani studenti, che per ragioni anagrafiche non sono stati protagonisti e tantomeno testimoni, non è così.

Le loro opere esposte alla mostra della Casa della Memoria e della Storia destano, per la loro rara sensibilità, sorpresa e ammirazione. Questi dipinti esprimono nei volti umani il terrore e l’orrendo crimine della barbarie nazista della Shoah, e con la Resistenza manifestano il riscatto del Bene sul Male.

Il segreto di questa capacità, a mio avviso, è che gli autori sono veri artisti. I nomi di questi giovani artisti sono Sabina Bernard, Alexandra Bolgova, Gianluca Brando, Laura Cirillo, Michele D’Aloisio, Francesco Di Traglia, Martina Donati, Mario Giordano, Renata Lefel, Gabriele Luciani, Giorgia Marzi, Luigina Massariello, Monica Neri, Uber Passatelli, Giovanni Sigrisi, Claudio Silvano.

In conclusione della serata gli attori poeti Marco Palladini, Marco Solari e Alessandra Vanzi leggeranno alcune Lettere dei condannati a morte della Resistenza.

Vi invito a non mancare a questo interessante appuntamento.

Vittorio Cimiotta (Presidente FIAP Roma e Lazio)

Appuntamenti Italia / Torino: Religione ragione laicità

Convegno di studio annuale  

Religione, ragione e laicità nel pensiero dei classici
del Centro Studi Piero Calamandrei
SABATO 14 APRILE 2012
ORE 10-18
Circolo dei Lettori - via Bogino 9, Torino

 

PROGRAMMA
Ore 10 – 12,30

Presiede e introduce:
MASSIMO L. SALVADORI
Presidente del Centro Studi “Piero Calamandrei”

Relazioni:
GIULIO GIORELLO
BARUCH SPINOZA: INDIVIDUO E STATO

 

CARLO AUGUSTO VIANO
JOHN LOCKE TRA TOLLERANZA E RAGIONEVOLEZZA

GIAN ENRICO RUSCONI
IMMANUEL KANT: LA RELIGIONE NEI LIMITI DELLA SEMPLICE RAGIONE


Ore 12,30
Buffet

Ore 14,30-18
Relazioni:

PIETRO ROSSI

VOLTAIRE, LA TOLLERANZA E IL CAMMINO VERSO LA LAICITA’

LUCIANO PELLICANI

LA GUERRA CULTURALE FRA ATENE E GERUSALEMME: IL CASO DEI PADRI FONDATORI AMERICANI

 

GAETANO PECORA
DEMOCRAZIA E RELIGIONE NEL PENSIERO DI ALEXIS DE TOCQUEVILLE

NADIA URBINATI
JOHN STUART MILL E IL POTERE DELL’OPINIONE

 

Laicità / Liberi di scegliere




Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
SOMS-Società Operaia di Mutuo Soccorso d’Ambo i Sessi
Edmondo De Amicis

hanno prodotto il Blob 

“LIBERI DI SCEGLIERE”
SCELTE CONSAPEVOLI E RESPONSABILI SUL FINE VITA
di 
Dario D’Incerti
“Se noi abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi,deve essere riconosciuto a noi il diritto di scegliere il quando e il come della nostra morte”. Indro Montanelli 
Blob di 35′ tratto dai seguenti film :
Non è mai troppo tardi [R.Reiner], Se mi amate … [S. Lumet], Lo scafandro e la farfalla [J. Schnabel], Magnolia [p.T. Anderson], Mare dentro [A. Amenabar], Million Dollar Baby [C. Eastwood], Questioni di cuore [F.Archibugi],Le invasioni barbariche [D. Arcand]).
Ora in DVD
Puoi ordinare la tua copia inviando una e-mail all’indirizzo:
info@torinolaica.it
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Il cinema, in quanto luogo di transito dei significati sociali, può essere utilizzato per riflettere su fenomeni complessi, controversi e spesso dolorosi come l’eutanasia, il “fine vita” e l’accanimento terapeutico. Da qui deriva l’idea di raccogliere alcuni brani di film su questi temi e montarli in un “blob”, una sorta cioè di antologia che, lungi dall’essere esaustiva, è costituita da frammenti e spezzoni che traggono la loro efficacia comunicativa proprio dal fatto di essere tolti dal loro contesto originario.
Si tratta quindi di esempi di come il cinema ha trattato questi argomenti, esempi il cui valore non sta tanto nella verosimiglianza, quanto nella loro capacità di far aumentare la nostra sensibilità e capacità di riflessione su questi temi.
Dai brani selezionati si possono cogliere vari aspetti del problema, ma quello che emerge è forse il fatto che il cinema, finendo necessariamente per estremizzare e spettacolarizzare le situazioni, in fondo conferma come sulla morte – nonostante la sua iper-rappresentazione cinematografica – si sia operata una grande rimozione nella società occidentale. 
Dario D’Incerti
A fronte degli straordinari progressi compiuti dalla scienza e dalla medicina negli ultimi decenni, anche i tempi e i modi della morte sono diventati oggetto di possibilità di scelta da parte dei singoli cittadini.
Oggi il concetto di morte “naturale” è praticamente scomparso e sempre più spesso si muore negli ospedali, sottoposti a terapie e trattamenti “artificiali” volti a curare le malattie o a prolungare l’esistenza ad oltranza.
La morale predicata dalle gerarchie della chiesa cattolica pretende di stabilire, per legge e per tutti i cittadini (credenti o non credenti, cattolici o atei, agnostici o appartenenti ad altre confessioni religiose) che la vita non ci appartiene, essendo un “dono” che riceviamo direttamente da Dio, sul quale non abbiamo pertanto alcun diritto, nè potere di esercitare decisioni autonome.
La morale laica ritiene, al contrario, che la vita appartenga solo ed esclusivamente a ciascuno di noi, che nessuno, oltre al singolo individuo, possa essere “padrone” della propria esistenza e che a nessuna autorità esterna superiore possa essere delegata la decisione sul come morire,né allo Stato, né alle chiese,né alla scienza, né ai medici, né alla famiglia, né alla comunità di appartenenza.
Inoltre la morale laica non si fonda sul concetto di ‘sacralità” della propria vita,bensì su quello di “qualità”della propria vita, ovviamente con riferimento esclusivo alla propria esistenza e non, nel modo più assoluto,all’esistenza degli altri esseri umani; essa ritiene, a differenza della morale ufficiale della chiesa cattolica, che le sofferenze inflitte senza bisogno debbano essere evitate, che la sublimazione del dolore non sia un’esperienza ineluttabile, né una forma di catarsi desiderabile per il proprio riscatto esistenziale, né tantomeno una sorta di”espiazione” salvifica del peccato originale dell’uomo; infine l’etica laica rifiuta il prolungamento a oltranza della mera vita biologica, quando sia venuta meno ogni ragionevole prospettiva di guarigione o di ritorno alla vita cosciente e quando il singolo individuo non la ritenga più degna di essere vissuta.
La Costituzione della Repubblica italiana, il codice deontologico dei medici, la Convenzione di Oviedo stabiliscono con chiarezza che ciascun individuo è libero di rifiutare o di sospendere in qualsiasi momento le cure mediche che non ritiene desiderabili, anche nel caso estremo in cui ciò lo possa condurre alla morte: è il principio del cosiddetto “consenso informato”, in ragione del quale nessuno può essere costretto a subire dei trattamenti sanitari contro la propria volontà, compresi i trattamenti di respirazione, idratazione e nutrizione artificiali.
Il “testamento biologico” non è altro che l’estensione del principio del consenso informato anche a quei cittadini che,a seguito di eventi traumatici o di gravi malattie, non siano più coscienti e quindi in grado di esercitare il proprio diritto a decidere quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare e che abbiano lasciato scritte in anticipo le loro volontà a tal proposito,quando erano nel pieno del possesso delle proprie facoltà decisionali. Tale diritto legale esiste praticamente in tutti i paesi occidentali, ad eccezione dell’Italia.
I laici rivendicano per se stessi e per tutti il diritto di scegliere i modi nei quali morire con dignità e senza atroci sofferenze, compreso il diritto al suicidio assistito e all’eutanasia volontaria, cioè alla richiesta che si ponga fine legalmente alla propria vita per evitare forme di esistenza dolorose o ritenute per sé non dignitose, così come avviene in alcuni fra i più civili paesi del mondo

Appuntamenti Italia / Milano, Ferruccio Parri

COMUNE DI MILANO/CONSIGLIO DI ZONA 5

in collaborazione con
ANPI IPR INSMLI

SABATO 31 MARZO 2012 – ORE 15,30
AULA MAGNA UNIVERSITÀ BOCCONI
VIA GOBBI 5 – MILANO

FERRUCCIO PARRI

 

 

Introducono
ALDO UGLIANO, Presidente CDZ5
STEFANO BOERI, Assessore alla Cultura del Comune di Milano
Intervengono
ROBERTO KASMAN, Un amico di Ferruccio Parri
WALTER DE HOOG, partigiano “Tulipano”,  La cattura di Ferruccio Parri e l’Hotel Regina
FERRUCCIO PARRI, Il nipote
VIRGINIO ROGNONI, I ricordi di un giovane politico alle prime esperienze
MIMMO FRANZINELLI, Storico INSMLI
ANTONIO PIZZINATO, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
MICHELA FIORE, Presidente  Commissione Cultura CDZ5, L’impegno politico oggi
ANGELA PERSICI, Presidente IPR, Ferruccio Parri e le nuove generazioni
VALERIO ONIDA, Presidente INSMLI
Mons. GIOVANNI BARBARESCHI, Il clero nella Resistenza
Concludono
Mario  Aratali, FIAP
Guglielmo Sasinini, ANPC
Gianfranco Maris, ANED
Cordina gli interventi
Marco Maiello
Si ringrazia per la collaborazione  ANPI di Chiavari Ferruccio Parri
Partecipa il coro dei Cantori di Rinascita “JUNIOR & SENIOR CHORUS”
L’iniziativa è apprezzata e condivisa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha inviato un messaggio.
Per informazioni e comunicazioni: ALDO.UGLIANO@COMUNE.MILANO.IT – MICHIFIORE@HOTMAIL.COM
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