Trattativa stato-mafia/ Diciamo NO all’isolamento dei magistrati di Palermo!
Una firma per rompere l’accerchiamento che stanno subendo i magistrati di Palermo, alle prese con una delle più scottanti inchieste giudiziarie degli ultimi decenni. La trattativa stato-mafia avrebbe coinvolto, nei primi anni ’90, i massimi vertici del governo e i principali boss di Cosa nostra, la maggiore organizzazione criminale italiana. La fine delle stragi di mafia in cambio dell’annullamento e dell’attenuazione del regime carcerario di 41 bis: questo l’oggetto della trattativa, che pare sia andata a buon fine.
Potenzialmente è un’inchiesta che può scatenare un terremoto politico. E già oggi ce n’è un assaggio inquietante. Su questa stagione di accordi inconfessabili e assassinii è necessario fare la massima chiarezza. Ben venga dunque l’attività di ricostruzione degli eventi di quegli anni portata avanti della magistratura palermitana.
Il Fatto quotidiano ha lanciato una campagna di sostegno di questa meritoria inchiesta. E’ possibile firmare per dare loro piena solidarietà ed evitare che l’isolamento dei magistrati preluda ad azioni della criminalità organizzata, come purtroppo è già avvenuto in passato. Nel ricordo dei tanti caduti per mano della mafia, invitiamo alla sottoscrizione. Questo è il link per poterlo fare: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/09/stato-mafia-pm-accerchiati-nostra-raccolta-di-firme-per-rompere-silenzio/321271/
Su questo tema della trattativa stato-mafia assistiamo purtroppo ad un eccesso di ambiguità (negli atteggiamenti e nei discorsi) nell’ambito del centrosinistra e della stampa “amica”: come mai? Non vorremmo che alla fine avesse ragione Travaglio (vedi articolo qui riportato). [Salvo Zedda]
Facciamo finta
di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 8 agosto 2012.
Facciamo finta che B. avesse coronato il suo sogno e il nostro incubo: diventare presidente della Repubblica. E si fosse messo subito all’opera, trascinando la Procura di Palermo che indaga sulla trattativa Stato-mafia dinanzi alla Corte costituzionale con un conflitto di attribuzioni mai visto, dopo aver tentato invano di depotenziare l’indagine su richiesta di un politico coinvolto. E che subito dopo, per fare cosa gradita, il Csm avesse avviato una pratica per trasferire il Pg di Caltanissetta, reo di aver puntato il dito in via D’Amelio, commemorando Borsellino, contro i politici che trattarono con la mafia. E che, animata dallo stesso trasporto, la Procura generale della Cassazione avesse avviato un’azione disciplinare contro il procuratore di Palermo e contro uno dei pm titolari dell’inchiesta, colpevole di aver rilasciato addirittura un’intervista per spiegare le scelte giuridiche della sua Procura.
Oggi, nonostante la canicola, avremmo le piazze giustamente piene di gente che grida all’allarme democratico, scandendo slogan tipo “giù le mani dalla Procura di Palermo”, “la legge è uguale per tutti”, “con la mafia non si tratta”, “processo alla trattativa, se non ora quando?”, col contorno di titoloni sulla stampa progressista e sul Tg3, appelli, manifesti, petizioni, raccolte di firme, catene umane, allarmi di gruppi, associazioni, comitati, movimenti, intellettuali, giuristi e costituzionalisti democratici, Anm, reduci della guerra partigiana, sindacalisti e naturalmente politici di centrosinistra schierati come un sol uomo dalla parte dei pm attaccati concentricamente da Quirinale, Governo, Consulta, Csm, Procura della Cassazione e Avvocatura dello Stato.
Invece niente: al Quirinale c’è un altro, dunque tutto tace. L’ordine regna a Varsavia, anzi a Roma. … [continua la lettura su http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/08/facciamo-finta/320892/ ].




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