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Seduta anti-omofobia in consiglio comunale (autogestita)


Avvisati all’ultimo momento (con una e-mail arrivata il giorno stesso della manifestazione), purtroppo non siamo potuti intervenire (anche se abbiamo mandato la nostra adesione). A questo proposito, ci chiediamo se certi atteggiamenti da “carboneria”, seppure dettati dalla necessità di garantire “l’effetto sorpresa”, giovino alla realizzazione della più vasta mobilitazione di forze su un tema così importante (siamo sicuri che i compagni del MOS accetteranno di buon grado questa nostra amichevole critica). Tuttavia, condividiamo lo spirito, le motivazioni e, tutto sommato, anche le modalità della iniziativa, cioè l’occupazione simbolica e nonviolenta dell’aula consiliare, nella quale — con grande arguzia (complimenti per l’idea!) — si è riprodotto il dibattito sulla famiglia di qualche giorno fa, con le stesse espressione ingiuriose utilizzate da un parte dei consiglieri contro le unioni omosessuali, ma questa volta ritorcendole contro gli originari declamatori. E’ stato squarciato il velo d’ipocrisia con il quale i partiti presenti nel nostro consiglio comunale (centrosinistra incluso) vorrebbero nascondere il problema, ormai non tanto del riconoscimento pubblico delle coppie omosessuali, ma persino della stessa legittimazione degli omosessuali ad esistere come individui dotati dei pieni diritti costituzionali, al pari degli altri cittadini. Tuttavia, se i partiti di centrodestra non hanno mai nascosto le loro posizioni omofobe (con pochissime eccezioni), appare chiaro che non c’è più spazio per il vecchio motto gesuitico “smorzare e sopire” che contrassegna la politica di una parte non minoritaria del centrosinistra (specialmente nel Partito Democratico che si appresta a nascere). Riproduciamo il comunicato del MOS che replica alle accuse che il sindaco, la presidente del consiglio comunale e buona parte dei consiglieri hanno rivolto contro le espressioni utilizzate dai manifestanti (che poi, come abbiamo detto, erano le stesse venute fuori nella seduta ufficiale).

Comunicato stampa del MOS

Abbiamo letto con estremo interesse le dichiarazioni apparse sui giornali rispetto all?occupazione simbolica del MOS e altre associazioni del Consiglio Comunale di Sassari. Interesse dettato dal riconoscimento, da parte dei consiglieri comunali in oggetto, del valore offensivo e ingiurioso degli aggettivi utilizzati durante la manifestazione, che altro non erano che l?elenco di quelli usati da loro contro gay e lesbiche negli articoli di giornale, in interventi pubblici e addirittura nella sala del consiglio comunale con tutta l?ufficialità del loro ruolo. Si sentono offesi? Bene! Che si facciano allora un esame di coscienza e capiscano finalmente quanto loro hanno offeso gay e lesbiche negli ultimi anni. Per tutti la risposta di Chessa che, parlando di ?rispetto? conclude con un laconico: ?ma l?omosessualità è una devianza?. Il consigliere Profili minaccia di agire per vie legali? Saremo felici di confrontarci in Tribunale sulle sue gravissime affermazioni in consiglio ?Gli omosessuali sono solo pedofili?, talmente gravi che abbiamo deliberatamente evitato di usarle contro di lui per non cadere su un piano così ingiurioso e squalificante.

Siamo invece particolarmente indignati con la Presidente del Consiglio Monica Spanedda che, oltre alla scontata difesa dell?aula che la sua posizione comporta, ha stigmatizzato l?uso di aggettivi che pure aveva udito ripetutamente nella sua Aula, ma che non si era mai sognata di criticare. Forse che la dignità dei consiglieri comunali ?eterosessuali? è più importante di quella di cittadini e cittadine omosessuali? Credevamo che il Consiglio Comunale fosse il luogo della rappresentanza popolare e non un luogo chiuso di una casta che si eleva al di sopra del resto della città, a cui è consentito dire e fare di tutto, ma che in nessun caso può essere messa in discussione.

Cara Monica, oltre che essere Presidente del Consiglio, sei anche una donna e, pensavamo, una democratica che fa del principio dell?uguaglianza e del rispetto i valori fondanti del suo operato. Forse ci sbagliavamo.

Siamo invece ?totalmente d?accordo? con il Sindaco Ganau. L?approvazione del registro per le Unioni Civili passa oggi in secondo piano. Infatti tale atto avrebbe dovuto aprire ad un processo di sensibilizzazione sul razzismo e la discriminazione e di educazione al rispetto di tutte le diversità attraverso il riconoscimento della parità di diritti di tutti i cittadini, omosessuali compresi, davanti alla legge. Purtroppo la presentazione del registro ha portato ad un processo opposto, con il Consiglio Comunale in prima fila, di accentuazione della discriminazione e dell?odio sociale verso gay e lesbiche. Allo stato attuale nessuna coppia omosessuale potrebbe rischiare un?esposizione così forte, come l?iscrizione in tale registro, senza temere eventuali atti di discriminazione e di violenza.

Non ci sentiamo di chiedere scusa a nessuno per aver dimostrato, in maniera pacifica e colorata, la nostra esistenza e la nostra determinazione a vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti e la nostra piena cittadinanza.

Per il MOS: Massimo Mele, cell 3346317271

Per una rassegna stampa completa www.movimentomosessualesardo.org

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